Cyberbullismo, sempre più diffuso e sempre più bassa l’età degli indagati

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Il cyberbullismo è un reato, e anche grave. Diffuso anche a Brescia è un fenomeno in costante crescita che sfocia nella diffusione di materiale pedopornografico e nella diffamazione. Emma Avezzù, Procuratore capo dei minori di Brescia, racconta al Bresciaoggi come web, social e dispositivi elettronici abbiano cambiato i rapporti sociali.  Dal pubblicare foto spinte, magari per vendicarsi di una relazione finita, non è scherzo o vendetta, ma reato punibile dal codice penale, così come scrivere e diffondere calunnie su persone. Il problema è diffuso soprattutto tra i giovani, sempre meno controlaboili da genitori poco avvezzi alla tecnologia: da alcune indagini, per esempio, è emerso che immagini pedopornografiche «abbiano portato a degli adulti e poi si sia scoperto che erano i figli a scaricarle». Il Procuratore conferma che le segnalazioni arrivano più frequentemente dalle scuole e l’età di chi viene indagato dalla Procura dei minori è sempre più bassa. 

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