Nuova mobilitazione di Legambiente per salvare il corridoio ecologico di Clusane

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Sono partiti da qualche giorno  i lavori del villaggio turistico a Clusane d’Iseo. Legambiente ritiene così che si stia distruggendo "l’ultimo corridoio ecologico del lago" e ha deciso di organizzare una nuova mobilitazione.

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

Questi lavori sono in contrasto con il Piano Regionale Territoriale che prevedeva la salvaguardia dei corridoi ecologici sui laghi lombardi. Le prime ruspe (nella foto) stanno plastificando l’ex corridoio ecologico Il bosco era stato raso al suolo dalle motoseghe qualche mese fa  senza risparmiare nessun  nessun albero. Le associazioni ambientaliste, i cittadini sono chiamati ad una nuova  mobilitazione per salvare  l’ultimo corridoio ecologico del lago d’Iseo. Corridoio che è caratterizzato a lago da un canneto che ospita un complesso ecosistema, dove non solo si riproducono i rospi Bufo Bufo (che rischiano di sparire) ma anche dove nidificano i torcicollo, i Martin pescatori, i falchi di palude e dove sostano gli aironi cenerini e rossi e   i Tuffetti  e dove  vivono tanti altri abitanti acquatici. Ci mobilitiamo per ricordare alla Regione Lombardia e al Comune d’Iseo, che ha rilasciato la licenza per costruire, che non è possibile fare le regole e poi disattenderle. Questo ultimo lembo verde sul lago va mantenuto! La proprietà del terreno e la licenza sono passate di mano in questi giorni  a dimostrazione che dietro il progetto, fatto passare come una esigenza  di un  operatore turistico locale sono spuntate le mani di una immobiliare. Contro una nuova villettopoli di 48 edifici costruita su 45mila mq Legambiente chiama alla mobilitazione e la prossima settimana verranno prese le decisioni organizzative sullo svolgimento della protesta contro questo nuovo maxi-cantiere.

Dario Balotta  presidente del circolo di Legambiente del basso Sebino

Silvio Parzanini presidente del circolo di Legambiente della Franciacorta

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  1. poche aree restano alle specie ornitologiche e piu in generale alla fauna selvatica per la sopravvivenza: Torbiere e lamette, anche se anch’esse vittime dell’attivita antropica ( vedi la costruzione del centro commerciale proprio a ridosso delle torbiere). Uccelli stanziali e migratori sono sempre meno presenti anno dopo anno. Di questo passo le generazioni future non potranno godere della vista di un falco di palude ( poche coppie nidificano tra lame e lamette), di un airone rosso ( sempre meno anche il piu’ comune cenerino), o del volo fulmineo a pelo d’acqua del martin pescatore. Come sempre si antepongono gli interessi di pochi al diritto di tutti di godere delle meraviglie della natura!!!

  2. Di solito non sono d’accordo con legambiente e soci ma questo è uno schifo…il lungolago è già abbastanza cementificato, vergogna!

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