Il senatore Corsini ospite non gradito in Iran, per alcune sue dichiarazioni

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Il senatore Paolo Corsini avrebbe dovuto partire il 3 gennaio con la commissione affari esteri del Senato per l’Iran ma per ragioni di sicurezza non ha seguito Casini in missione. Il motivo risiederebbe in un episodio che avrebbe messo in crisi la politica di distensione tra Iran e Italia.

E’ Corsini stesso a raccontare e, come si legge dalle pagine del Corsera, tutto risale al dicembre 2013, quando a Roma c’è stata l’audizione in commissione diritti umani di Maryam Rajavi, presidente dal ‘93 del Consiglio nazionale della resistenza iraniana.

Nel pomeriggio, durante un convegno sulla situazione politica in Iran presieduto da Maryam Rajavi, Corsini denuncia "il clima di intolleranza che si è instaurato in Iran e manifestato apprezzamento per il programma politico di Maryam Rajavi. Non ho certo espresso una posizione di estremismo radicale, ma neppure rinunciato a dare la mia valutazione, anche grazie agli approfondimenti che ho potuto fare servendomi dei dossier che ci mettono a disposizione Camera e Senato". Il suo intervento, però, ripreso da Radio Radicale finisce su una tv iraniana e alcuni brani sono stati ripresi anche dal sito del Comitato per la resistenza degli iraniani all’estero.

L’ambasciatore iraniano ha quindi consigliato al senatore di non partire per l’Iran. «Mi sono sentito con Casini, insieme abbiamo deciso che io non sarei andato» racconta Corsini al quotidiano.  Infatti le sue dichiarazioni sarebbero state usate dai conservatori come una provocazione e un sostegno ai riformisti. In Italia sono oltre 300 i senatori e deputati italiani che sostengono Maryam Rajavi.

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