Obiettivo differenziata, addio al cassonetto: la scelta è tra calotta e “porta a porta”

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Nel giro di un anno i cassonetti di Brescia potrebbero essere sostituiti da quelli con la «calotta» per misurare quante volte si butta la spazzatura, oppure dal sistema porta a porta. Il motivo è che Brescia non ha ancora una percentuale di differenziata idonea agli standard, per cui si cercano soluzioni alternative: il Comne predilige il porta a porta, mentre Aprica spinge per la prima soluzione. L’ipotesi che si avanza è che sia fatto un mix di entrambe.

L’obiettivo, riporta il Corsera, è raggiungere il 65% nell’arco del mandato, come impone la normativa.

Ieri, in commissione Ambiente il direttore generale di A2A Paolo Rossetti e l’amministratore delegato di Aprica Fulvio Roncari hanno illustrato caratteristiche di un sistema e dell’altro.

La calotta è un apparato posizionato sulla copertura dei cassonetti che si sblocca con una chiave elettronica, per verificare chi butta e quanto butta. Inoltre, si possono gettare contenuti di piccole dimensioni, così da incentivare la differenziata. Come ricorda il quotidiano nei comuni dove la calotta è stata introdotta i risultati sono stati molto buoni: la differenziata è passata in media dal 40 al 70%; a Gavardo, per esempio, dal 38 al 73%, a Castenedolo dal 46 al 79.

L’ampia presentazione della calotta ha lasciato scarso spazio a quella del porta a porta, tanto che l’esponente del M5S ha parlato di «spot promozionale» per la calotta. A rincarare la dose l’assessore Gigi Fondra: «Avevamo chiesto una cosa diversa ad Aprica un raffronto dettagliato tra i due sistemi, in modo che in città si possa aprire un dibattito avendo a disposizione tutti gli elementi».

La prossima mossa è quindi dar vita ad un tavolo tecnico, per prendere una decisione entro l’estate. 

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  1. Assumo qualche medicinale, pastiglie in particolare. Confezioni gigantesche per 30 minuscole pastigliette
    Con la plastica, la carta e l’alluminio o altro in cui sono contenute e avvolte una per una riempio ogni mese 3 cassonetti…. Basterebbe mettere le pastiglie in un vasetto di vetro come si usava una volta.

  2. PURTROPPO A2A ha già scelto, alla faccia di cittadini bresciani.
    Infatti Paolo Rossetti e Fulvio Roncari NON HANNO illustrato le caratteristiche dei DUE sistemi, come ci si sarebbe aspettato da una Società partecipata dal Comune che deve fare delle corrette scelte future, si sino limitate a pontificare sul sistema a Calotta. Chiediamoci il motivo?
    Ritengo che sarebbe opportuno, prima di parlare di calotta Si o porta a porta NO, che la gente fosse informata sui due sistemi.
    Purtroppo anche gli articoli apparsi in questi giorni sui quotidiani locali non sono stati ispirati ad una corretta informazioni al cittadino.
    Rammenti amoci che a Brescia si producono circa 2 kg di rifiuti al giorno/abitante, una produzione fra le più elevate d’Italia (circa 700 kg/anno contro una media nazionale di circa 500 kg), mentre per quanto riguarda la raccolta differenziata siamo ad un livello bassissimo (meno del 39% nel 2012).
    Meno rifiuti indifferenziati significa meno costi per le tasche dei cittadini, meno emissioni, meno discariche.
    Le esperienze di altre città italiane (anche vicine : Bergamo, Trento, Verona, ecc..) ed estere sono molto chiare. Nella nostra provincia diversi comuni hanno raggiunto livelli di raccolta differenziata che vanno oltre il 65%, grazie all’abbandono del classico cassonetto e al passaggio alla raccolta porta a porta.
    Quasi tutti i comuni del Garda (mi sembra che solamente 3 manchino all’appello) attuano questo tipo di raccolta. Ci si può informare quindi facilmente per conoscere il parere dei residenti nonchè dei costi.
    Da informazioni assunte, sembra che, in termini di materia recuperata, il porta a porta sia l’unico sistema in grado di assicurare un abbassamento del quantitativo di rifiuti pro capite nel tempo.
    Domandiamoci come mai il sistema del cassonetto con calotta oltre ad essere poco diffuso e scarsamente adottato dai comuni italiani, è del TUTTO INESISTENTE in quelli esteri.
    La stessa REGIONE LOMBARDIA, nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti del 2013, non prende in considerazione il sistema a calotta tra i modelli efficaci; lo liquida come modello incapace di dare “RASSICURAZIONI EVIDENTI SUL MANTENIMENTO DELLA QUALITÀ NELLA RACCOLTA DELLE FRAZIONI DIFFERENZIATE”.
    Il sistema del cassonetto con calotta, pur portando a significative percentuali di raccolta differenziata, non garantisce risultati soddisfacenti perché la materia avviata concretamente al riciclo è inferiore rispetto al porta a porta, e non permette di ridurre la produzione dei rifiuti.

  3. E’ l’ennesima presa in giro che comune Aprica eA2A perpetrano ai danni dei cittadini bresciani. Se solo il comune volesse potrebbe imporre ad Aprica di applicare il sistema che ritiene migliore ma evidentemente preferisce spendere per i cassonetti a calotta, le chiavi elettroniche e tutta la manutenzione che queste cose prevedono. Per non parlare del fatto che il sistema a calotta è molto meno efficace del porta a porta e quindi permetterà, ancora una volta di nutrire l’inceneritore e di permettere ad A2A di far soldi sulla pelle dei cittadini. Speravo che la nuova amministrazione avesse voglia di documentarsi in materia e scegliere l’eccellenza del porta a porta ma evidentemente devo sottostare agli interessi economici di chi non la vuole.

  4. Stò approfondendo la questione costi.
    In questo momento ho questi dati i COSTI PER ABITANTE riferite all’ANNO 2012 che ho potuto reperire in vari Comuni.
    BRESCIA Cassonetti € 143 – ADRO Porta a Porta € 67 – BORGOSATOLLO Calotta € 104 – CAPRIANO Calotta € 84 (anno 2010)- CASTENEDOLO Calotta € 134 – CAZZAGO Porta a Porta € 100 – COCCAGLIO Porta a Porta € 90 -GAVARDO Calotta € 106 – MONTICELLI B porta a porta € 86 (ha iniziato nel 2012)- PASSIRANO Porta a porta € 108 – PREVALLE Gestione Aprica cioè A2A Porta a porta € 73 – TRENZANO Porta a porta € 84 – VILLANUOVA Calotta € 107. Come si può evincere da questi dati i due sistemi, Calotta e Porta a porta, sono sotto l\’aspetto dei COSTI confrontabili, non vi è la notevole differenza che viene sbandierata negli articoli degli organi di stampa e da alcune AZIENDE che si occupano della raccolta. (VEDASI DATO DI PREVALLE!!!!).
    La differenza vera è nel sistema, il porta a porta richiede una partecipazione più attenta dei cittadini (che non cambia in quelli già virtuosi), comunque con risultati finali sul riciclaggio di maggiore qualità e in maggiore percentuale.

  5. Caro concretezza, ti ringrazio per i primi dati che hai pubblicato, che onestamente non conoscevo nel dettaglio. Almeno ora posso farmi un’idea più completa.

  6. Volevo segnalare che, noi stiamo parlando di raggiungere il FAVOLOSO TRAGUARDO della differenziazione dei rifiuti al 65% (Brescia per ora sfiora il 40%, senza entrare in merito alla qualità del prodotto), martedì 14 gennaio 2014,i deputati al Parlamento Europeo, hanno proposto obiettivi specifici vincolanti per la raccolta e la separazione dei rifiuti fino all’80% (risoluzione n.2013/2113 (INI)). Il Parlamento invita la Commissione europea a presentare, entro il 2014, proposte per eliminare progressivamente, entro il 2020, lo smaltimento in discarica dei rifiuti riciclabili e recuperabili, senza tuttavia incentivare l’incenerimento di questi rifiuti. LA PRIORITA’ E’ IL RICICLAGGIO E IL COMPOSTAGGIO.

  7. RISPONDO AL SOLITO DUBBIO DELLA PUZZA PER SCREDITARE IL SISTEMA PORTA A PORTA.
    L’organico, a tenerlo 3 o 4 giorni in casa puzza! come fa chi non ha terrazzini dove tenerlo?
    In realtà anche in questo caso l’esperienza insegna che con le dovute semplici accortezze l’organico non da problemi di maleodoranze: importante è chiudere bene i sacchetti, possibilmente coprendone l’apertura con salviette o tovagliolini usati ed inserirli nel contenitore da esporre per la raccolta porta a porta. In queste condizioni, anche gli avanzi del pesce non danno di norma problemi per due tre giorni. Molti più problemi possono derivare dagli imballaggi in plastica e metalli che possono puzzare molto, talvolta, ma anche in questo caso è importante il semplice accorgimento di sciacquarli rapidamente prima di buttarli (contenitori di latte, Yogurt, pesce, carne e mangimi per cani e gatti). Altra soluzione per ridurre le maleodoranze dell’organico è quella di conferire sempre e stabilmente nel contenitore i fondi del caffè.

  8. No signori. I raffronti dei costi come avete fatto sono parziali. Dovete considerare se il comune era già passato a tariffa e quindi con obbligo di copertura del 100% dei costi come prevedeva la Legge Ronchi del 1997, o era ancora in regime TARSU, quindi senza questo obbligo ma con la differenza che si scarica sulle altre imposte. Inoltre se un comune ha tante attività economiche il costo pro-capite è ovviamente più alto di un paese che non ha aziende; così come sale nei comuni turistici che ovviamente devono smaltire i rifiuti anche dei villeggianti. Mi risulta inoltre che in alcuni comuni i sacchetti per il porta a porta debbano essere acquistati dai cittadini, fatto questo che abbassa il costo medio del Comune ma non il costo del contribuente. Abbiate pazienza, ma i raffronti vanno fatti in termini omogenei!

  9. In effetti nella mia premessa, parlando di COSTI, è chiaramente scritto "stò approfondendo…"
    I noltre, non sono state fatte conclusioni pro o contro. In tale intervento non ho voluto prendere alcuna posizione di tipo economico, anche se io sono convinto, dopo essermi informato, che il porta a porta sia ad oggi sistema migliore per raggiungere gli scopi: differenziazione – riciclo – riduzione dei rifiuti. L’unica cosa che si evince CHIARAMENTE dal mio commento è che un sistema non costa il doppio o il triplo dell’altro, come ultimamente si vuole far credere ai cittadini bresciani.
    Ovviamen te non sono convinto di ciò solamente io, è convinta la REGIONE LOMBARDIA, è convinta la città di BOLZANO, che dopo l’esperienza della calotta è passata al porta a porta, è convinta la città di ALESSANDRIA, che dopo l’esperienza della calotta è passata al porta a porta…. Informiamoci per quali motivi hanno fatto questa scelta.
    Se volete possiamo affrontare e discutere insieme i pro ed i contro dei due sistemi, sono pronto a cambiare opinione.
    Ciò che emerge chiaramente nelle scelte di alcuni territori (emiliano, bresciano,)è che il sistema a calotta è "suggerito" (imposto?) nelle zone ove il gestore della raccolta è anche gestore di INCENERITORI.

  10. Scusa concretezza, lo sai che la città di Alessandria è praticamente fallita?? E lo sai che a Selva Val Gardena (Bolzano) fuori dal mio albergo c’era un bel cassonetto???
    Quant o ai costi, rilevo solo che il comune vicino al mio, con popolazione praticamente identica, ha tariffe per le imprese triple rispetto alle nostre dove cè il cassonetto. E sulla percentuale di differenziata continuate a sfuggire alla considerazione più evidente: non tenete conto di quella che finisce lungo i fossi o negli altri paesi. Ma secondo te una famiglia ha meno rifiuti solo perchè c’è il porta a porta?? No, perchè i rifiuti finiscono altrove!

  11. chi ha inventato le calotte sarebbe da rinchiudere sono sempre rotte e si bloccano era più semplice farle come quelle dell umido che funzionano sempre, per quella causa ci son sempre sacchetti per terra è una sporcizia

  12. chi ha inventato le calotte sarebbe da rinchiudere sono sempre rotte e si bloccano era più semplice farle come quelle dell umido che funzionano sempre, per quella causa ci son sempre sacchetti per terra è una sporcizia

  13. E perchè invece non proporre anche questa soluzione ai cittadini: il servizio porta a porta lo pago se lo uso, altrimenti ho la possibilità di conferire io direttamente la differenziata all’isola ecologica, con tanto di tesserina e quantità che produco. Quindi se ho lo spazio, il tempo e i mezzi porto tutto io e pago solo per l’indifferenziato in quanto non usufruisco del servizio. Sarebbe anche un modo per coinvolgere e stimolare i cittadini, invece di imporre un sistema e dei costi elevati.

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