Rischio idrogeologico a Rovato: amministrazione al lavoro per risolvere i problemi

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L’amministrazione comunale rovatese sta lavorando per risolvere i problemi idrogeologici del paese. Lo dichiara l’assessore Francesca Mombelli, che sottolinea come vi siano diverse criticità che insistono sul territorio, non ultimo il fatto che Rovato raccolga le acque che arrivano dai paesi limitrofi, come per esempio Erbusco. “Per risolvere il problema delle acque che arrivano da fuori Rovato, e in particolare per evitare tracimamenti del torrente Carera, come spesso accaduto in passato, negli anni 2010 e 2011, sarebbe risolutiva la realizzazione di una vasca di laminazione  a nord dell’intera area che andrebbe a raccogliere le acque e a rilasciarle laminandone il flusso. Il costo dell’intervento è proibitivo, circa 1.100.000 euro – spiega Francesca Mombelli – Come Amministrazione è impensabile  poter sostenere l’intera spesa da soli; per questo motivo è stata mia cura interessare del problema la Regione Lombardia già agli Stati generali dell’ambiente tenutisi a Brescia lo scorso 20 novembre, e successivamente ad un incontro tenutosi presso lo STER di Brescia in data 11 dicembre”.

Sul territorio rovatese sono già presenti due vasche di laminazione. Una si trova in via Viazzolino, condivisa con il comune di Erbusco. La nostra amministrazione ha proposto l’apertura di un tavolo di lavoro finalizzato a mettere a punto azioni mirate alla realizzazione di interventi di adeguamento. A breve sarà realizzato un rilievo dell’opera al fine di comprenderne la reale capacità e di definire una soluzione tecnico/economica complessiva e condivisa, anche a livello manutentivo, a tutela dei territori di Rovato ed Erbusco. L’altra vasca si trova invece nei pressi del cimitero centro, e va a raccogliere le acque del torrente Plodio.

“Il rischio idraulico ed il dissesto idrogeologico sono stati fin dall’inizio del mandato due problematiche su cui ho focalizzato il mio interesse e la mia programmazione- sottolinea Francesca Mombelli- per questo vogliamo creare un tavolo di lavoro condividendo la problematica con la Regione Lombardia. Ma non solo: abbiamo chiesto la presenza anche della società AOB2, che dimostra sempre un apprezzabile spirito collaborativo, e che a breve presenterà uno studio di riqualificazione idraulica della Franciacorta che sarà di aiuto per approfondire queste tematiche”.

È da segnalare come già nel luglio 2012 sia stato effettuato un intervento di messa in sicurezza degli argini, a rischio cedimento, del tratto del Carera che scorre all’interno del giardino della casa famiglia Pane e Sale in via Bettini, seguito poi da una pulizia generale dell’alveo dello stesso Carera nella zona sottomonte, zona che è stata teatro di una massiccia urbanizzazione; anche nell’anno appena trascorso si è provveduto alla pulizia dell’alveo. Questi interventi "tampone" hanno evitato  esondazioni ed altre emergenze più critiche.

“I cittadini ivi residenti si sono fatti portavoce del problema e mi hanno messo a conoscenza di un paio di raccolte firme risalenti la prima al 2010 e la seconda datata 2011, in cui veniva chiesto all’Amministrazione del tempo di fare qualcosa per evitare l’esondazione del Carera e i conseguenti allagamenti delle case prospicienti.  Mi è sembrato doveroso da parte nostra intervenire tempestivamente perlomeno per scongiurare il ripetersi di tali eventi.”

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