Sì alle province, no alle prefetture: parte da Brescia la campagna delle Lega Nord

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Contro il potere romano, contro le prefetture, a favore delle province. Questo in sintesi il succo della campagna promossa dalla Lega Nord, che a partire da domani tappezzerà città e provincia di manifesti per lanciare la proposta di un referendum contro i prefetti, in sostanza contro ciò che il Senato, dopo la Camera, si appresta a valutare, in Commissione e poi in aula. Se passasse il progetto allo studio la nostra provincia, che dovrebbe andare al voto in primavera, sarebbe innanzitutto commissariata, per poi diventare "area metropolitana", con i comuni che liberamente potrebbero decidere di associarsi. Un organismo di secondo livello, affiancato dalla prefettura che assumerebbe maggiori poteri. Ancora tutto da decidere sarebbe il destino dei comuni che non volessero aderire all’area metropolitana. 

Proprio contro questa proposta di legge si scaglierà la campagna leghista, presentata ieri dal capogruppo in Broletto Paolo Formentini: «Vogliamo ribadire la volontà di stare dalla parte della gente contro il simbolo del potere romano rappresentato dalle prefetture. E la campagna non a caso parte da Brescia, provincia emblematica per estensione territoriale, abitanti e buona amministrazione, che avrebbe più titoli del Molise a diventare regione». In nome della presunta efficienza, e quindi del risparmio per lo Stato, secondo Formentini si sta cercando di limitare la rappresentatività e la partecipazione dei cittadini all’amministrazione del territorio. L’obiettivo del partito è quello, se mai si giungesse all’approvazione del disegno di legge ora in Senato, di proporre un referendum sull’abolizione dei prefetti.
(a.c.)

 

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  1. cioè, fatemi capire: la lega parla di rappresentatività quando calderoli è l’autore del porcellum? la peggiore legge elettorale della storia mondiale?

  2. Per onestà Calderoli disse subito che gli fecero firmare una "porcata", la sua legge era diversa….poi applicando tutte le modifiche volute da Ciampi, Fini, Casini, ecc venne fuori un risultato che andava bene anche a Prodi e C. Tanto che nel 2013 si è votato con quella. ma non è che quelle prededenti fossero migliori: semplicemente erano diverse. Ricordiamo le preferenze uniche, i candidati sconosciuti messi nei collegi sicuri, ecc?

  3. Riporto il parere di De Maio, parlamentare del Movimento 5 Stelle:

    "Il provvedimento è una follia per almeno 4 ragioni:
    1) Non abolisce le province. Gli cambia nome e le fa diventare “Città Metropolitane“.
    2) In quei territori dove ci sono comuni che si oppongono alla trasformazione in città metropolitana, coesisteranno (!!) le province e le città metropolitane.
    3) Nei territori dove ci sono già province o città metropolitane o entrambi, potranno formarsi anche i consorzi di comuni!
    4) La Corte dei Conti ha già messo in guardia il Parlamento: “con questa legge e il conseguente moltiplicarsi di enti, i costi lieviteranno“.

    Da vvero una gran confusione, come al solito, per far finta di cambiare ma senza cambiare nulla.

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