Pazienti clandestini al Civile per le cure Stamina, la procura di Torino indaga

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Non bastasse il clamore suscitato dalla puntata di lunedì di Presadiretta, un articolo pubblicato ieri sulle colonne del quotidiano La Stampa getta ulteriore benzina sul fuoco sul caso-Stamina, e anche sulla struttura dell’Ospedale Civile di Brescia. L’ipotesi, supportata da testimonianze rese al giornale da medici ed ex medici, è quella che diversi pazienti in cura col metodo di Stamina Foundation non venissero nemmeno registrati dall’ospedale, ed arrivassero in reparto per le trasfusioni, spesso nel tardo pomeriggio, solo pagando decine di migliaia di euro direttamente alla società di Davide Vannoni. 

Le accuse si basano sulle confessioni spontaneamente rilasciate da medici, come quello chiamato "Franco": «Tutto l’entourage medico dell’ospedale è completamente all’oscuro di quello che avviene intorno a Stamina. E’ una situazione assurda», dichiara. Aggiungendo che «dentro l’oncologia pediatrica non sono più di due o tre medici a seguire i pazienti in trattamento Stamina. Per tutti gli altri quel che accade li dentro è top secret. C’è una totale ignoranza sulle procedure di accettazione e del resto il rapporto tra Stamina e Ospedale si esaurisce in un medico che prescrive, il dottor Andolina e uno che accetta, il primario Fulvio Porta». Che, ricordlamolo, dirige l’oncoematologia pediatrica dell’ospedale bresciano, ed è il coordinatore del progetto di collaborazione con Stamina.

Sempre ieri l’ospedale aveva risposto ad Andolina sulle critiche espresse durante la trasmissione circa la corsia preferenziale riservata per i pazienti raccomandati (leggi la notizia). La procura di Torino, con Raffele Guariniello, ha ormai molta carne al fuoco. 
(a.c.)

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