Importazione rifiuti, la Rete Antinocività organizza un presidio il 20 gennaio

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Il 20 gennaio alle ore 9 il Gruppo Antinocività di Brescia organizza un presidio davanti all’inceneritore di Brescia. "La giornata del 20 gennaio nasce a livello nazionale come giornata della “rabbia metropolitana e dei territori” , giornata da impiegare in scioperi e assedi in difesa della nostra terra contro le grandi opere – si legge nella nota diramata dagli attivisti – con blocchi della produzione e rifiuto a un lavoro precario, con la richiesta del riconoscimento dei diritti di cittadinanza, allo studio, alla salute, alla dignità". Per questo è stato scelto l’inceneritore cittadino, come simbolo di quello che la Rete vuoe combattere.

 

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

Il 22 gennaio si svolgerà’ la Conferenza dei Servizi in Regione per discutere la richiesta da parte di A2a di bruciare su tre linee 800.000 tonnellate di rifiuti senza più distinguere tra rifiuti speciali e urbani e senza fissare alcun limite ai rifiuti speciali da bruciare. Siamo, inoltre, venuti a conoscenza del fatto che già oggi vengono importate 350.000 tonnellate di rifiuti provenienti da tutta Italia per far funzionare a pieno regime l’inceneritore a fronte di una produzione bresciana di rifiuti urbani che si assesta attorno alla stessa cifra. La richiesta è contenuta nel procedimento per il rinnovo dell’AIA per l’inceneritore di Brescia che verrà discussa in Regione.Prendendo atto di ciò, vorremmo porre l’attenzione su quello che da alcuni anni sta succedendo nei martoriati territori della provincia bresciana dove abitiamo. Si sono infatti moltiplicate in Regione le richieste, sia di ampliamento sia di nuove installazioni, per impianti di trattamento di ceneri e rifiuti speciali provenienti in larga parte anche dall’inceneritore di Brescia. Si tratta di progetti molto controversi che insistono su una provincia già fortemente martoriata per la presenza di discariche (68 per la precisione) e di grossi impianti industriali dannosi e nocivi, il sito Caffaro ne è un esempio. Progetti contro i quali siamo costretti a lottare perché costituiscono una minaccia seria e gravosa per la salute e per le possibilità di vita di chi abita questi territori.

Alla luce di questi fatti risulta evidente che l’incenerimento non è una soluzione al problema della gestione dei rifiuti, ma anzi, come testimoniano le vicende che ci troviamo ad affrontare, ne aggrava ulteriormente la situazione. Noi siamo assolutamente convinti che il problema dei rifiuti lo si possa risolvere solo valorizzando pratiche virtuose di riciclaggio e riuso dei materiali (ad esempio con la raccolta differenziata porta a porta). Non possiamo più tollerare che vengano importate da tutta Italia centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, per mantenere in vita un impianto evidentemente mal funzionante e sovrastimato, alimentando così un circuito che devasta la nostra provincia e la nostra salute!

Le 800.000 tonnellate di rifiuti bruciati ogni anno si dividono in: circa 350.000 urbani bresciani, circa 100.000 speciali bresciani; circa 50.000 urbani importati; circa 300.000 speciali importati.

Pretendiamo quindi la chiusura immediata della terza linea, come primo passo verso la chiusura dell’inceneritore! diciamo no all’importazione di rifiuti da fuori! diciamo si alla raccolta differenziata porta a porta!

Rete Antinocività Bresciana

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