“Sicuri con la neve”, il soccorso alpino lombardo: le persone sono più attente e consapevoli

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Ieri si è tenuta la Giornata Sicuri con la neve 2014, promossa a livello nazionale e diventata uno degli appuntamenti più importanti del CNSAS: "In Lombardia i nostri tecnici hanno allestito campi dimostrativi in Valmalenco – Alpe Palù (SO), al Passo del Tonale (BS); ai Piani di Bobbio (LC), dove oggi c’è stata anche la presentazione ufficiale dei dati relativi al 2013, erano presenti circa 150 persone, nonostante le nevicate in quota e la pioggia", racconta Danilo Barbisotti, riconfermato di recente nell’incarico di Presidente regionale della struttura per il triennio 2014 – 2016, "indice di grande interesse da parte di chi considera la montagna come un ambiente ricco di risorse e opportunità, anche d’inverno, ma da affrontare con un approccio di rispetto e competenza".

I dati presentati, relativi alle attività di soccorso compiute durante il 2013 dai tecnici delle Delegazioni operative sul territorio regionale ( V Bresciana, VI Orobica, VII Valtellina – Valchiavenna, XIX Lariana, IX Speleologica) mostrano che il 2013 è stato, dal punto di vista del numero e della tipologia degli interventi, sostanzialmente stabile, rispetto al 2012, con un totale di 985 operazioni di soccorso, di cui 61 svolte nell’ambito della ricerca di persone disperse e 17 di protezione civile. I soccorritori impegnati sono stati in tutto 3740, con 9 unità cinofile da ricerca in valanga (U.C.V.) e 10 per la ricerca in superficie (U.C.R.S.). Gli interventi effettuati in ambito territoriale sono stati 324 in provincia di Sondrio per la VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna, 298 nell’area della XIX Lariana, 205 per la VI Orobica, in provincia di Bergamo, e 155 per la V Bresciana, oltre ai tre interventi svolti in ambito speleologico dalla IX Delegazione Speleologica Lombardia.

"I dati relativi al 2013 confermato che gli interventi del CNSAS da qualche anno si sono attestati su un valore stabile, intorno ai mille all’anno", sottolinea Barbisotti  "e questo accade nonostante una tendenza all’aumento del numero di persone che vanno in montagna. Nel 2013 c’è stata una leggera flessione per gli infortuni che hanno coinvolto i cercatori di funghi; in questo periodo le condizioni meteorologiche portano a ridurre le escursioni, quindi ci troviamo in una fase relativamente tranquilla. C’è maggiore attenzione per una frequentazione consapevole. Il Soccorso alpino considera comunque fondamentale la prevenzione del rischio e quindi continua a svolgere una serie di attività volte a raggiungere questo obbiettivo". 

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