A Manerbio, il primato italiano delle slot machine: una ogni 90 abitanti

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Nel forum "Mettiamoci in gioco" organizzato nella giornata di ieri dalla Lega Consumatori, associazione affiliata alle Acli di Brescia, è emerso un dato che mette al primo posto in una classifica nazionale un comune della nostra provincia, Manerbio. Purtroppo la classifica non è per nulla lusinghiera: si tratta rapporto tra il numero di abitanti e le slot machine, o per dirla alla bresciana "macchinette".

Tutto è partito a fine 2013 dalla pubblicazione sul New York Times, uno dei quotidiani più importanti al mondo, di un articolo che spiegava agli americani i rischi della disgregazione sociale del nostro paese, anche a causa del gioco d’azzardo: il titolo dell’articolo era molto significativo, "I timori di disgregazione sociale, come esplode gioco d’azzardo in Italia" (leggi l’articolo, clicca qui). Proprio l’articolo del quotidiano è stato citato ieri nel convegno di Lega Consumatori, quando Fabio Scozzesi, il presidente, ha precisato che se Pavia è citata nell’articolo come capitale italiana delle slot da noi c’è chi è peggio: il comune di Manerbio. Nella cittadina della Bassa infatti il rapporto tra numero di abitanti e macchinette non è 120:1 bensì 90:1. Nel numero in edicola di Bresciaoggi si riportano le parole di Scozzesi, che esprime tutta la sua preoccupazione.

A livello nazionale i dati sono preoccupanti: se nel 2004 il fatturato complessivo del settore era di 25 miliardi di euro, nel 2012, a dispetto della crisi, è stato di 94 miliardi. Soldi che spesso rappresentano i risparmi di una vita, o sono quelli del misero stipendio da operai o impiegati, quando non di cassaintegrati. In provincia sono cinque gli sportelli contro le ludopatie aperti dall’Asl, a Concesio, Gardone Valtrompia, Brescia San Polo, Montichiari e Villanuova. La lotta per uscire dal tunnel è lunga e difficile, ma si può affrontare e grazie all’aiuto degli esperti è possibile guarire.
(a.c.) 

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1 COMMENT

  1. ognuno è libero di fare ciò che vuole: basta censure, ognuno si prenda la responsabilità delle proprie azioni. Che l’uomo scelga cosa fare e basta con uno stato che interviene a "proteggerlo" (messo tra virgolette perché prima lo incoraggia)

  2. i comuni non intascano nulla dalle "macchinette".
    anzi lo stato dovrebbe lasciare una quota ai comuni, poi ogni amministratore comunale potrà decidere se farle installare o no, certo deve pensare che un incasso immediato dalle macchinette per le casse comunali in futuro si trsaformerà in richieste di contributo da perte di famiglie che lasciano dentro molti soldi.
    però questa è la vera libertà e delle comunità.

  3. E’ come una droga…le persone si rovinano la vita, il tutto con l’autorizzazione dello stato. Mi è capitato di vedere, entrando in un esercizio, una donna pensionata che buttava dentro soldi in modo frenetico. Bisognerebbe impedire di far istallare queste diavolerie…mah, per il vil denaro si permette tutto! Che schifo di societa!!!

  4. E’ come una droga…le persone si rovinano la vita, il tutto con l’autorizzazione dello stato. Mi è capitato di vedere, entrando in un esercizio, una donna pensionata che buttava dentro soldi in modo frenetico. Bisognerebbe impedire di far istallare queste diavolerie…mah, per il vil denaro si permette tutto! Che schifo di societa!!!

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