Nuovo supermercato Iseo, Legambiente: dannoso per il verde e i commercianti

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Legambiente lancia una protesta contro la costruzione di un nuovo supermercato ad Iseo che sorgerebbe su un’area verde tra Iseo e Covelo. Legambiente accusa l’amministrazione di non tener conto sia delle questioni ambientali, sia del fatto che altre realtà commerciali esistono e con la crisi attanagliante rischierebbero di soffrire ancora di più con un nuovo soggetto nella zona.

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

La Lombardia si sta ancora leccando le ferite per i danni  sociali ed Ambientali provocati dalla incontrollata ed eccessiva crescita della grande distribuzione ed Iseo cosa fa? Procede in direzione contraria, approvando la realizzazione di un nuovo supermercato, che sorgerà sull’ultima area verde che ora separa gli abitati di Iseo e di Covelo. In netto contrasto col parere espresso dalla Sovrintendenza, su quest’area sta per iniziare la costruzione di un grande supermercato, di quasi 1.500 mq, oltre a magazzini, uffici, aree di sosta e strade di accesso. Si tratta di una decisione autorizzata dal P.G.T. di Iseo, avviato nel 2004 ed  approvato nel 2012, P.G.T. che aveva al suo centro la vecchia politica urbanistica, la stessa politica che ha portato alla grave crisi economica ed ambientale che stiamo vivendo ora sulla nostra pelle. Quella politica fallimentare che aveva autorizzato progetti, poi abortiti, come il maxiparcheggio dell’oratorio di Iseo e la marina privata da 500 posti barca a Pilzone, sull’area della ex NK.

Anche ad  Iseo la crisi morde, al punto che su 60 vetrine della centrale Via Mirolte ben 15 sono oggi chiuse. Sulla stessa via Roma e’ gia’ attivo lo storico Zerbimak, a quattro passi da Covelo, ed in paese vi sono altri due piccoli supermercati. Al confine tra Iseo e Cortefranca si sta anche raddoppiando l’Esselunga. Che senso ha costruire un altro supermercato? Con quale coraggio consumare altro prezioso territorio? A farne le spese saranno quei pochi negozi di vicinato rimasti, cari ai più anziani, destinati presto a chiudere. E con la loro chiusura si accentuerà l’isolamento della comunità di Pilzone. Se per il comune lo  sfruttamento delle opportunità  di costruire previste dal P.G.T. sono delle "potenzialità" noi riteniamo invece che siano delle "calamità", figlie di una vecchia logica anni ’60, che ci ha portato alla crisi attuale.

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