Riforma legge elettorale, Gitti (Popolari Per l’Italia) critica: l’Italicum è un porcellum bis

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L’On. Gregorio Gitti (Popolari Per l’Italia), intervenuto oggi nella discussione generale sulla Legge elettorale nella prima Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha duramente criticato la proposta nata dal cosiddetto “accordo Berlusconi – Renzi”, definendola una “Calderoli bis”, per di più peggiorativa a causa della inasprita violazione del principio di rappresentanza. Tre sono le differenze rispetto al modello originale di Calderoli, che, ribadisce Gitti, non rispondono alle prescrizioni della Corte Costituzionale. La prima si riferisce alle liste bloccate, che, rispetto al Porcellum, saranno solo un pò meno lunghe e ritagliate su circoscrizioni elettorali un pò più meno ampie, senza tenere conto di strumenti realmente efficaci a tutela delle quote di genere. In secondo luogo, si cristallizza, spudoratamente, un premio di maggioranza che, nelle sue dimensioni, è stata la vera motivazione dell’intervento correttivo della Consulta. In terzo luogo, si registra l’aggravamento delle soglie minime per la rappresentanza del pluralismo politico, con il palese intento di far fuori le forze minori a tavolino e non sul piano elettorale. Questa politica del “fare” – nel senso di “fare peggio” – non risolve certamente alle radici le ragioni del disagio che alimentano l’astensionismo e l’antipolitica, provocando lo sconcerto di chi, come noi Popolari per l’Italia, ancora non riesce a credere che si sia data fiducia, nel negoziare la riforma elettorale e quella costituzionale, a chi nella propria storia politica non ha mai tenuto fede alla parola data. Quando Berlusconi avrà intascato la Legge elettorale a lui congeniale, "verrà meno il suo impegno" per modificare gli altri punti del presunto accordo: Senato e Titolo V. Sarà allora che risulterà come vero vincitore colui che, per sopravvivere, non ha mai rispettato un patto. Per questo i Popolari faranno una dura opposizione alla riedizione incrudelita del Porcellum". 

 

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UN COMMENTO

  1. Io costruirei un sistema elettorale che consentisse escludere a priori, intrallazzoni, arrivisti, opportunisti. Forse sarebbe poco democratico ma sarebbe una vera goduria.

  2. Data la complessità della legge partorita dal duo Renzi-Berlusconi, vanno fatti molti approfondimenti, ma francamente non si comprende il passaggio che porterebbe solo in un secondo momento alla revisione, stavolta con legge costituzionale, del Senato (il cosiddetto Senato dele Autonomie sul modello del Bundesrat tedesco) e del Titolo V. Divenuti proprietari del Parlamento (con l’80% dei seggi) Renzi e soprattutto Berlusconi diverrebbero in realtà proprietari dell’agenda parlamentare e quindi delle "non riforme" da fare. C’è da temere che si stia davvero per scrivere l’ennesima, orrenda pagina della storia repubblicana.

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