Lumezzane, negozio pakistano imbrattato da una scritta razzista

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Una brutta sorpresa ad attendere i commessi del negozio pakistano Haq Bahu di Lumezzane. Martedì mattina, come ogni giorno, i dipendenti di questo piccolo supermercato sono arrivati nel negozio di Via Montini e sul muro esterno hanno trovato la scritta «No islam». Il proprietario si trova momentaneamente all’estero per lavoro e i commessi si rifiutano di commentare l’accaduto fino al ritorno del loro datore di lavoro. «L’episodio – ha commentato Marina Scaroni, responsabile dell’Ufficio Servizi sociali del Comune, sulle pagine del Giornale di Brescia – rappresenta un fatto isolato. Infatti i rapporti dei lumezzanesi e dell’Amministrazione con la comunità pakistana sono sempre stati buoni e improntati sulla collaborazione. Questo anche grazie all’esistenza dell’Ufficio Stranieri, che dal 1989, unico esempio in Val Trompia, si occupa della gestione delle pratiche burocratiche per gli immigrati, dell’accompagnamento scolastico dei minori e dell’integrazione. In ogni caso, nonostante lo spiacevole episodio, mi sento di affermare che Lumezzane non è un paese razzista».

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  1. Ma se rapinano un gioielliere lo indaghi per evasione fiscale o gli esprimi solidarietà? Un po’ razzista forse? I nostri nazisti sono come gli estremisti islamici: fanatici pericolosi che non rappresentano il loro popolo.

  2. Che vi siano dei barbari razzisti tra di noi non è una novità. Ma rappresentano una minoranza squallida e disperata, e meritevole solo di profondo disprezzo..

  3. E’ il risultato della politica fatta dalla Kienge, Cancellieri e compagnia bella. Bisogna punire chi ha votato certe leggi come ad esempio la "svuota carceri" e quella che abolisce il reato di clandestinità etc….

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