Boom dei farmers’ market: Chiari prepara il debutto una volta alla settimana

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Boom dei mercati di Campagna Amica. Nonostante la crisi economica, i prodotti venduti direttamente dagli agricoltori hanno visto crescere il consenso fra i consumatori, tanto che solo in Lombardia il numero dei farmers’ market dal 2009 a oggi è aumentato di quasi il 50 per cento passando da 100 a quasi 150. Un trend di crescita che caratterizza anche la provincia di Brescia, dove si è passati da 5 a 16 mercati settimanali in soli due anni.  

 

L’ultimo mercato che sarà aperto nel Bresciano è quello di Chiari – domani venerdì 24 gennaio ore 9.30 in Piazza Zanardelli – dove oltre 10 produttori offriranno formaggi caprini e vaccini sia freschi che stagionati, mozzarella di bufala, carni bovine, suine e avicole confezionate in atmosfera a temperatura controllata, carni bovine sotto vuoto, salumi suini e bovini, frutta e verdura di stagione, miele e derivati, pasta fresca, casoncelli di Longhena e pane.

Secondo un’analisi di Coldiretti Brescia sui farmers’ market attualmente operativi in provincia, un’ideale classifica dei prodotti acquistati con maggior frequenza ci sono al primo posto la verdura e la frutta, al secondo la carne e al terzo i formaggi. Ma non mancano marmellate, miele e articoli di nicchia come i casoncelli di Longhena e la mozzarella di bufala. “I mercati –spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Brescia e leader della Coldiretti lombarda – sono uno strumento importante di diffusione del made in Italy sia sul fronte del consumi che su quello culturale dell’informazione”. Secondo una rilevazione di Coldiretti Brescia, almeno un consumatore su due quando fa acquisti nei mercati di Campagna Amica del proprio territorio, chiede informazioni sulle qualità, sulle modalità di produzione, sulla conservazione e si informa su dove sia l’azienda.

 

 “Il rapporto diretto con la gente – conclude Prandini – è una della carte vincenti dei mercati agricoli che ricreano quel contatto umano che in parte si è perso. Il successo dei mercati è anche il segnale di una crescita fra la gente della ricerca di motivazioni di spesa che vadano aldilà del semplice prezzo, ma che guardano sempre più alla fiducia e alla sicurezza del prodotto e alla sua origine”.

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  1. I commercianti di Chiari ringraziano per questa ennesima forma di concorrenza ad armi non pari. Misure igieniche all’acqua di rose, niente IMU, niente TARES, niente scontrini. Per non parlare in merito all’origine dei prodotti, che se fossero tutti davvero di produzione propria dei "contadini" rivenditori mi mangio un cappello con la tesa e tutto il resto.

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