Pd Brescia, ecco i 22 dirigenti bresciani che affiancheranno il segretario Orlando

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La direzione provinciale del Pd bresciano della nuova gestione di Michele Orlando (eletto segretario provinciale con il congresso dell’ottobre scorso) si è riunita lunedì 20 gennaio nella sede di via Risorgimento a Brescia per completare il gruppo dirigente con la definizione delle aree tematiche e dei responsabili.

Nove i dipartimenti esecutivi (strutturati per tematiche omogenee), 2 i forum tematici (Montagna e Immigrazione) per un totale di 22 responsabili che affiancheranno la segreteria.

Nel presentare la definizione dei dipartimenti il segretario Orlando ha sottolineato i criteri di autorevolezza, competenza e disponibilità seguiti per l’individuazione dei responsabili, “superando ogni divisione interna per mettere al centro dell’attività del partito bresciano l’elaborazione di idee e proposte”, si legge in una nota della segreteria provinciale del Pd.

Nel dettaglio, a capo del dipartimento “Ambiente e Territorio” è stato scelto Angelo Bergomi, mentre la Comunicazione sarà affidata a Roberta Guerini e l’Economia a Antonio Vivenzi, che ricopre anche il ruolo di vice segretario. Il dipartimento Agricoltura sarà gestito da Filippo Ferrari, quello dedicato alle Attività produttive sarà guidato da Manfredo Boni, l’Expo2105 vedrà a capo Luisa Papa mentre il Lavoro sarà affidato a Massimo Reboldi e Turismo, Commercio e Servizi avrà come referente Patrizia Avanzini. Il dipartimento Europa sarà retto da Rossella Olivari, Giustizia e Legalità sono state affidate a Piergiuseppe Caldana, i Diritti sociali e civili a Michele Scalvenzi che si occuperà anche di Welfare, mentre i Diritti civili vedranno a capo Michele Cottini. In materia di integrazione, che avrà un forum dedicato, il responsabile sarà Giovanna Benini affiancata da Serafina Bandera a curare le Pari Opportunità. Paolo Pagani e Fabio Volpi dirigeranno rispettivamente i dipartimenti Sanità e Volontariato.

Il Sapere è stato affidato a Michela Faustini, la Cultura a Flavio Piardi, la Scuola a Leila Moreschi, l’Università a Roberto Cammarata, mentre il dipartimento Scuola di politica sarà presieduto da Mara Bergomi a cui è stato affidata anche la Formazione, del Centro studi si occuperà Rosangela Comini. Il comitato di tesoreria, presieduto da Carlo Fogliata vedrà al suo interno anche Manfredo Boni e Ornella Saottini.

 

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  1. Più gente all’esecutivo del PD che nel governo.
    Forse perché tenere insieme la "santa alleanza" bragaglio-pagani-cor sini-galperti–bazol i-frat-delbarba-camu nia i (di cui Orlando e Vivenzi non sono altro che le rispettive, inutili, presentabili pedine) servono questi organismi monstre. In cui per altro l’area uscita sconfitta dal congresso fa testimonianza. Pessima partenza.

  2. Il sapere, la cultura, la scuola, la formazione, il centro studi e il dipartimento scuola politica hanno sei diversi responsabili: per tamatiche omogenee ne bastava uno solo. Ma con una miriade di correnti interne si deve accontentare un po’ tutti. Tranquilli, meno male che Renzi c’è (ritornello ripreso da quello di babbo Silvio).

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