Formazione: incontro tra imprese e studenti bresciani di chimica e biotecnologie

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Trovare lavoro con l’alta formazione sviluppata in un istituto tecnico superiore. Un’alternativa concreta, dopo il diploma, al tradizionale percorso universitario, capace di garantire ai giovani quelle competenze tecniche che le aziende del territorio spesso faticano a trovare. Se ne è parlato in Associazione Industriale Bresciana, dove il presidente del settore chimico di Aib, Giovanni Silvioli, ha riunito diversi imprenditori del comparto e alcuni studenti bresciani che frequentano i corsi di alta formazione tecnica, promossi dalla Fondazione ITS “Nuove Tecnologie della Vita” di Bergamo rappresentata dal promotore Prof. Ilario Amboni e dal presidente Dott. Giuseppe Nardiello.

 

Attraverso la testimonianza diretta degli allievi e dei loro docenti, l’incontro è servito a far conoscere alle imprese cosa si impara e cosa si fa durante i due anni di corso, che – è bene ricordarlo – non sono una prosecuzione della scuola secondaria superiore, né un corso di laurea breve, ma intendono soddisfare l’esigenza di profili tecnici altamente qualificati integrando istruzione, formazione e lavoro.

“Il positivo rapporto di collaborazione con questo istituto – ha sottolineato Giovanni Silvioli – che ha sempre dimostrato grande dinamicità e flessibilità nei confronti dei bisogni formativi delle nostre aziende, è ormai consolidato e adesso prosegue con questa iniziativa, grazie alla quale i nostri giovani entrano in contatto con imprese del territorio. Ora dobbiamo promulgare l’iniziativa ITS presso le Aziende (che possono eventualmente aderire alla Fondazione) affinché indichino le loro esigenze formative specifiche, anche segnalando potenziali docenti oltre che la disponibilità ad accogliere questi particolari studenti in stage, e presso le scuole superiori ad indirizzo chimico del territorio perché informino gli studenti dell’ultimo anno su questa interessante opportunità. Occorrerà- ha aggiunto Silvioli –  inoltre vigilare affinché l’ottimo impianto legislativo, per una volta efficacemente dato agli ITS, non venga in futuro stravolto per altri interessi di parte”.

L’istituto bergamasco prepara tecnici per le produzioni biotecnologiche e le produzioni chimico industriali, con duemila ore di lezioni teoriche e pratiche, anche all’estero, con laboratori e stage. Oltre la metà dei docenti proviene dal mondo produttivo e il tirocinio, con 800 ore, rappresenta ben il 40% del monte ore complessivo. Il tutto per dare ai giovani non solo le competenze, ma anche la mentalità giusta per lavorare in azienda.

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  1. Mi piacerebbe sapere cosa significa lavorare. Mia figlia è laureata da circa 3 anni biotecnologie veterinarie uno stage di 6 mesi in inghilterra più di mille curriculum inviati in Lombardia Piamonte e Veneto, nessuna risposta da parte di ditte. Meglio non studiare avrai più possibilità di lavoro.

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