Manerba, il paese delle seconde case: solo 5mila gli abitanti

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Manerba è la culla delle seconde case: il 67% degli immobili infatti lo sono. Per cui in inverno il gioiello paesaggistico del Garda si svuota. Chi ci vive e lavora soffre, soprattutto i negozianti che non reggono la concorrenza di supermercati e centri commerciali di Salò e Desenzano. Come riporta il Corsera, gli abitanti oggi sono poco più di cinquemila e il sindaco, Paolo Simoni conferma come questa situazione non faccia bene alle casse comunali: «Chi viene solo per le vacanze fa acquisti nei supermercati e lascia parecchi rifiuti: è una falsa ricchezza». Nei tempi addietro gli oneri di urbanizzazione hanno dato linfa fresca alle casse del Comune, ma adesso la situazione è diversa.  Servono soldi per servizi e ristrutturazioni. In compenso si continua a costruire, perché i permessi sono impossibili da revocare.  «Servirebbe una moratoria per le nuove costruzioni», dice il sindaco al quotidiano.

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  1. Eccoli qua, alla luce del sole, i guasti irreversibili complessivamente arrecati dalla cementificazione selvaggia del Lago di Garda da Desenzano fino a Toscolano. Seconde e terze case, cioè in realtà loculi residenziali, disabitati per gran parte dell’anno ovvero invenduti ed economia locale che non trae alcun beneficio a favore delle casse, peraltro anch’esse sempre più esangui, delle decine di inutili centri commerciali proliferati come funghi. Ripeto, danni irreversibili in una che fu una delle zone a più alto pregio paesaggistico della Lombardia e di tutta Italia. Il Sindaco Simoni di Manerba, in particolare, si è trovato un’eredità locale al limite del delirio amministrativo. Di ricette e di soluzioni ne esistono un gran poche, purtroppo. Per inciso, politicamente, centrodestra, centro e centrosinistra si ripartiscono equamente le responsabilità e le colpe della catastrofe. Catastrofe bipartisan, una catastrofe a cinque stelle tutta loro, giusto per ironizzare…

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