Legge competitività imprese, Rolfi (Lega): meno burocrazia e più credito

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Approvato dalla Commissione Attività produttive il progetto di legge sulla competitività delle imprese. Nel merito è intervenuto il vice capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Fabio Rolfi.

“Con questo testo – spiega Fabio Rolfi – vogliamo confermare la Lombardia come “terra d’impresa”; il fine di questa iniziativa infatti è quello di creare le condizioni per mantenere e attrarre le aziende a investire nella nostra Regione. Come dimostrato dalla gestione della vicenda Whirlpool di Varese, siamo orgogliosi di andare in controtendenza rispetto a quanto sta facendo il Governo romano che invece sembra volersi impegnare nel far scappare le realtà produttive dal nostro Paese, esattamente come sta succedendo con la Fiat in queste ore. Anzitutto si è voluto puntare sulla semplificazione burocratica: il testo prevede l’introduzione della comunicazione unica per l’apertura o il trasferimento delle attività economiche, uno strumento che sostituirà tutte le carte e scartoffie ad oggi necessarie per l’avviamento. In secondo luogo sarà introdotto un sistema unificato dei controlli affinché gli enti chiamati a svolgere le verifiche si coordinino per azioni comuni, senza spiacevoli sovrapposizioni che creano sempre grossi disagi agli imprenditori. A seguire verrà implementata l’unificazione e il potenziamento degli sportelli unici presso le camere di commercio, il tutto per agevolare e uniformare l’attività di questi strumenti nati per semplificare le procedure autorizzative per le imprese sul territorio regionale. C’è poi il sostegno al credito, in particolare per le micro, piccole e medie imprese, attraverso il potenziamento e la patrimonializzazione dei confidi, importanti realtà lombarde certamente da sostenere e valorizzare. Infine verranno introdotti gli “accordi di competitività”, strumenti con i quali gli enti locali lombardi si accorderanno per costruire misure ad hoc  sotto il profilo autorizzativo, fiscale e amministrativo per creare le condizioni più favorevoli al fine di incentivare investimenti imprenditoriali – conclude Fabio Rolfi – capaci di creare nuovi posti di lavoro.”

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