Metro Brescia, Del Tenno: “E’ ora di lavorare su nuove stazioni”

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"Lavorare per prolungare la metropolitana di Brescia e aprire nuove stazioni". E’ la proposta dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno, che, stamani, ha visitato la nuova metropolitana di Brescia. Accompagnato dall’assessore alle Politiche della mobilità del Comune di Brescia Federico Manzoni, dal presidente di Metro Brescia Ettore Fermi, dal presidente di Metro Mobilità Valerio Prignachi, dal direttore di Brescia Mobilità Marco Medeghini e dall’amministratore delegato di Brescia Infrastrutture Alessandro Triboldi, Del Tenno ha visitato la sala operativa, per poi prendere il treno dalla stazione di Sant’Eufemia a quella di Vittoria. L’assessore regionale ha quindi incontrato privatamente il sindaco Emilio Del Bono e l’assessore Federico Manzoni.

UN’INFRASTRUTTURA ALL’AVANGUARDIA – "La metro di Brescia è un’infrastruttura all’avanguardia nel panorama nazionale italiano e paragonabile a grandi infrastrutture europee – ha spiegato Del Tenno -. Un’opera che Regione Lombardia ha sostenuto sin dall’inizio e continua a sostenere grazie all’erogazione di un contributo di start up di 6 milioni di euro. Visti i risultati, a meno di un anno dall’inaugurazione, credo sia importante aprire la discussione sulla possibilità di proseguire, realizzando nuove stazioni, ampliando così il bacino di utenza. Dobbiamo coinvolgere Governo e Comunità Europea, affinchè sostengano il progetto".

LA RIFORMA DEL TPL – L’assessore Del Tenno ha affrontato anche il tema delle Agenzie di bacino del Trasporto pubblico locale. "Brescia è stata la prima a costituire l’Agenzia – ha concluso Del Tenno -. E’ ora importante renderla operativa, definendo la programmazione di bacino e il sistema tariffario. Le Agenzie del Tpl renderanno la gestione del servizio più efficiente".

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UN COMMENTO

  1. se c’è la possibilità reale di reperire fondi dalla comunità europea o dallo stato per la metro di brescia mi chiedo cosa aspettiamo a farlo…la pigrizia di chi ci amministra a volte mi lascia senza parole

  2. lo dico da sempre che con 17 fermate non andiamo da nessuna parte, la metropolitana o è un servizio pubblico capillare o altrimenti ha poco senso d’esistere. Modesto parere di operaio

  3. Ecco bravi, coinvolgiamo anche il FMI, la BCE, l’OCSE, la World Bank. Magari prima di tutto per farci capire come abbiamo fatto a spendere un miliardo di euro di denaro pubblico (partendo nel 2003 da un appalto di meno di 500 milioni) per un’infrastruttura non dimensionata nè con i fabbisogni reali in tema di trasporto pubblico nè con l’utenza che avrebbe dovuto servire. E poi se ci spiegano come pagare l’indebitamento bancario/finanziario e i costi di gestione, alla fine sorridiamo anche noi come Manzoni, Fermi, Triboldi e Prignachi nella foto di rito.

  4. A mio avviso devono iniziare a puntare sul tragitto brescia castegnato sfruttando il treno già esistente; avremmo due linee comprendo anche la popolosa zona est di brescia!

  5. non è solo un modo per fare guadagnare qualcuno a spese di comune e stato visto il minimo utilizzo che se ne fa e che con i soldi dei paganti,forse in minima parte rispetto agli utiliuzzatori, penso che non si riesca a pagare la corrente per il funzionamento ? un’ azienda privata avrebbe già chiuso (non avrebbe iniziato), o si fanno delle valutazioni serie e sostenibili altrimenti è meglio fermarsi e meditare !!!

  6. I servizi non sono aziende private che devono fare utili. Sono servizi. Nel bilancio delle valutazioni dei servizi si mettono anche i costi sociali: esempio, se la diminuzione del traffico veicolare privato porterà su lungo termine alla diminuzione delle malattie provocate dalle emissioni inquinanti, il bilancio del servizio sarà positivo (perchè malati e morti, a parte il fatto che si parla di persone, se vuole vederla sul piano economico rappresentano dei costi). Chiaro che se lei si limita al bilancio di esercizio dei costi-ricavi, chiuderebbe scuole, ospedali, case di riposo, strutture di assistenza ai disabili, etc etc etc

  7. Va benissimo che non debbano per forza fare utili mirabolanti, ma credo che un servizio dovrebbe comunque generare un pareggio dei costi di gestione. Quanto meno per garantire alle generazioni successive la stessa possibilità di accesso al medesimo servizio ed allo stesso livello qualitativo.
    Oltre alle citate (giustamente) considerazioni in termini di costi sociali, mi permetto di essere anche un poco cinico: la metropolitana porta una notevole rivalutazione degli immobili situati nei 500m delle stazioni e aumenta il traffico delle attività commerciali attigue. E.g. Quando a Milano hanno annunciato il prolungamento della linea verde fino ad Assago le case hanno visto una rivalutazione al rialzo del 20% almeno (e prima ancora che fosse realizzata), idem per il prolungamento della M3 verso Bignami. Secondo me oggi chi viene da fuori ha meno remore anche ad affittarsi una casa a s.faustino grazie alla vicinanza al trasporto pubblico, quando prima case in quella zona avevano un mercato risicato. Non saranno effetti eclatanti o mirabolanti, ma li considererei comunque quali attività che compensano le passività di esercizio.

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