Tav sul Garda, i sindaci dei comuni lacustri chiedono di rivedere il tracciato

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Rivedere il tracciato dell’alta velocità nella zona del lago di Garda per evitare che l’infrastruttura rischi di ripercuotersi negativamente su un territorio pregiato dal punto di vista ambientale, turistico e agricolo: questa la richiesta arrivata dagli amministratori dei Comuni di Desenzano, Calcinato, Lonato e Pozzolengo nel corso di un’audizione svoltasi in Commissione Territorio presieduta da Alessandro Sala (Maroni Presidente).

 

Il progetto interessa la linea Milano-Verona che si sviluppa su una rete di 140 chilometri attraverso due lotti,  Treviglio-Brescia e Brescia-Verona.

Le audizioni sono state richieste dai consiglieri regionali della Lega Nord della zona di Brescia (Fabio Rolfi, Donatella Martinazzoli e Roberto Anelli) a “tutela di zona agricole tradizionalmente vocate alla produzione vitivinicola inserita nell’area dei colli morenici”.

Secondo il sindaco di Desenzano Rosa Leso “l’opera attraversa un territorio delicato e sensibile e proprio per questo il progetto, che ormai ha 25 anni, deve essere rivisto”.

Per l’Assessore all’urbanistica Maurizio Tira “Desenzano è ferma nel chiedere che nei colli morenici non possono essere aperti i cantieri, vista anche la vicinanza di un sito UNESCO. Non vanno ripetute poi esperienze come quelle della Val di Susa perché nella zona del Garda avrebbero pesantissimi e devastanti riflessi sul sistema economico e turistico”. 

Per il vicesindaco di Calcinato Alberto Bertagna “il no” del suo Comune è fermo: “Noi – ha detto – siamo già interessati al passaggio di una ferrovia storica, di un’autostrada e abbiamo una discarica: il nostro territorio ha già dato”.  Monica Zilioli, vicesindaco di Lonato, ha evidenziato l’importanza di coinvolgere i Comuni nel progetto: “I cantieri – ha detto – incideranno pesantemente sul territorio, dunque i Comuni devono essere partecipi affinché possano trovare e individuare le soluzioni migliori da adottare nel caso si rendessero necessari nel corso della realizzazione dell’opera interventi correttivi”.  Ferma anche l’opposizione di Pozzolongo, il cui vicesindaco Riccardo Saetti ha sottolineato alla Commissione i danni che “si creerebbero a tutte le aziende agricole, con pesanti ripercussioni sulle attività zootecniche e sui vigneti, in particolare sulla produzione e la commercializzazione del Lugana, un vino che ha un notevole impatto economico e sociale per l’intersa zona”.

Anche le sezioni provinciali di Brescia di Confagricoltura, Coldiretti, Copagri e Cia, il comitato promotore del Parco delle Colline Moreniche e Legambiente – sentite in audizione subito dopo gli amministratori – hanno evidenziato i rischi che potrebbero correre le produzioni vitivinicole della zona e l’ambiente se il tracciato non dovesse essere modificato.

“Non sono contro la Tav– ha detto al termine delle audizioni il Presidente della Commissione Alessandro Sala – tuttavia non posso che concordare con quanti sollevano dubbi e perplessità riguardo a un tracciato che mette a serio rischio importanti zone vocate all’agricoltura e alla produzione vitivinicola di eccellenza. Sono poi relatore della legge 12 sul contenimento del consumo di suolo e sono da sempre della Coldiretti, dunque sensibile a queste tematiche. La questione va approfondita, ecco perché la Commissione, sentiti oggi i territori, all’unanimità ha deciso di portare in Consiglio regionale una Risoluzione con  la quale si chiede l’attivazione di un Tavolo permanente con la partecipazione dei soggetti interessati che attualizzi il progetto e provveda a fare le modifiche del tracciato necessarie”. 

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  1. un territorio già devastato da tangenziali, ferrovia, autostrada, provinciali e un traffico pesantissimo, è un atto criminale contro l’umanità. Le colline moreniche, sono di fango e ghiaia, si farà franare tutto. Guardate la galleria San Zeno, che ogni venti giorni è chiusa per infiltrazioni. Poi, i lavori di manutenzione, che saranno frequentissimi, chi li pagherà? Chi la vuole costruire sul Garda o noi??? Indovinate un po’!

  2. A “tutela di zona agricole tradizionalmente vocate alla produzione vitivinicola inserita nell’area dei colli morenici”: così recitano i tre politici leghisti. Quella stessa zona, e moltissime limitrofe, nella loro vocazione agricola, olivicola e vitivinicola, sono già state devastate dal cemento selvaggio residenziale e da decine di oggi semivuoti grandi insediamenti commerciali per altro a scapito dei piccoli commerciantidella zona. Tutto oggi legittimo, ma mi chiedo con che faccia i politici della zona, leghisti compresi, piangano per il Lugana a rischio e non ieri per le decine di migliaia di ettari di pregiati oliveti e vigneti sostituiti per sempre dal cemento. E se parliamo di pregio paesaggistico e di consumo del suolo, allora sono proprio lacrime di coocodrillo. Allegrìa.

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