Eccesso di velocità: 315 multe al giorno nel Bresciano “grazie” agli autovelox

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Che i bresciani abbiano il piede pesante sull’accelleratore è un dato di fatto. Basta guardare al numero di multe collezionate nel 2013, pari a 315 al giorno, per rendersi conto del fenomeno. Tutta colpa, o merito, degli autovelox installati dal Broletto sulle strade provinciali che, lo scorso anno, hanno “fotografato” benm 115.124 infrazioni. I numeri, riportati dal dorso bresciano del Corriere della Sera, testimoniamo la validità della rete degli autocontrolli stradali che, se da una parte impoverisce le tasche degli automobilisti, dall’altra ha la funzione di disincentivare i “frettolosi”.

A guidare la classifica degli autovelox fissi che hanno fatto scattare il maggior numero di multe c’è quello sulla tangenziale sud, installato all’altezza dello svincolo di Sant’Eufemia che nel 2013 ha rilevato oltre 30.500 infrazioni, più del 50 per cento rispetto al 2012. Al secondo posto, invece, l’apparecchio misura velocità sulla “”, una delle strade provinciali con il maggior numero di incidenti mortali, che ha registrato 26mila passaggi accellerati. Il terzo posto del podio va all’autovelox installato sulla provinciale 510 a Castegnato.

Se le multe staccate dal Broletto sono cresciute del 45 per cento, gli incassi però non sono andati di pari passo. La cifra è rimasta più o meno sugli stessi livelli, poco sotto i 16 milioni , segno che le multe sono sì aumentate, ma la velocità media è diminuita e così anche le sanzioni.

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  1. Un sincero grazie a tutti gli automobilisti che hanno contribuito con i loro soldi a rimpinguare le casse dei Comuni e dello Stato. Continuate a correre…..più che potete.

  2. E’una forma occulta di estorsione pubblica, lo sanno anche le pietre. E per giunta studiata a tavolino al punto che la Polizia Provinciale è stata costretta a ritarare al ribasso gli autovelox sulle tangenziali cittadine nell’impossibilità di gestire a valle, vista la mostruosa mole delle contravvenzioni, i termini di notifica delle sanzioni amministrative comminate. Incredibile, ma vero.

  3. Ormai è dimostrato che la riduzione della velocità riduce notevolmente il numero degli incidenti stradali, e di conseguenza il numero delle vittime. Perciò se vuoi correre puoi sempre endare in qualche autodromo, ce ne è uno anche in Franciacorta, in quasto modo metterai a repentaglio solo la tua di vita, senza coinvolgere nessun altro.

  4. Quella del "leasing tedesco" suggerita da Putzersofen è l’ennesima dimostrazione di quanto sia diffusa la disonestà tra gli (im)prenditori italiani: si tratta, a tutti gli effetti, di elusione fiscale. Dovrebbe essere superfluo dirlo, ma è bene ricordare che ogni trucchetto per non pagare le tasse non solo arreca danni alla collettività, ma espone anche al rischio che poi si debba ripagare tutto e con gli interessi (per sottrazioni gravi all’Erario si può arrivare anche al carcere). Per fare solo l’esempio del Comune di Milano, i furbetti del leasing tedesco costano alle casse municipali quasi 700mila euro di multe mai pagate, perché una serie di lacune legislative ne rendono di fatto impossibile la riscossione. L’Associazione Italiana Leasing, ha chiesto che al più presto si trovi una soluzione per bloccare il dilagare del fenomeno. Il presidente dell’Associazione, ha affermato che “questa forma di messa a disposizione dell’auto – in palese contrasto con il leasing finanziario tradizionale, che in Italia può essere erogato esclusivamente da banche e da società finanziarie iscritte negli elenchi tenuti da Banca d’Italia – mira ad aggirare le norme regolamentari e fiscali nazionali. In particolare il ‘falso leasing tedesco’ è un prodotto proposto in Italia da alcuni soggetti commerciali con la formula del noleggio con targa tedesca (ma anche ceca) con fideiussione bancaria, che viene impropriamente pubblicizzato come contratto di leasing”. Se lo scopo, poi, è solo quello di correre impunemente come criminali, c’è solo da sperare che la mannaia cali al più presto su questo fenomeno, anche se essendo di solito i soggetti protagonisti dei riccastri, è facile che la giustizia sia lenta se non paralizzata.

  5. Non credo sia disonestà o voglia di impunità, siamo o non siamo in europa? non è di certo colpa dell’imprenditore o del dipendente se in itaGlia si trova il 20% in più di pressione fiscale.
    Quando si vedono istituzioni che in maniera molto ambigua (per non dire altro) cercano di raccattare soldi è normale che si cerchi un altrettanto metodo ambiguo (sempre per non dire altro) per salvare il salvabile. Anche perché è ampiamente dimostrato che QUI non vale l’equazione più tasse = più servizi.
    Comunque rimane il fatto che quando troveranno la soluzione le aziende saranno sparite lasciando disoccupazione ovunque, non di certo per non pagare 300€ di un autovelox.
    Tutto il resto è destinato a rimanere un sogno 😉

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