Citta’ ungherese pronta ad acquistare il Bigio. Ma e’ solo un pesce d’aprile

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Il Bigio rappresenta la gioventù ed attirerebbe i turisti di destra nostalgici del fascismo. No, non è l’ennesima polemica nostrana sull’opportunità o meno di far tornare in piazza Vittoria la statua Era fascista di Arturo Dazzi, è semplicemente il più classico dei pesci d’aprile. Fa una certa impressione però sapere che non si tratta di un giornale italiano ad avere lanciato la falsa notizia, bensì il sito internet inglese Italy Chronicles.

Il perché un sito anglosassone si occupi del Bigio, seppur per uno scherzo, è presto detto: Alex Roe, il giornalista che cura il portale, è un italiano emigrato a Londra, e quando ancora si trovava in Italia seguì a lungo la vicenda nostrana della statua, che ha rispolverato ieri per inscenare lo scherzo della vendita del Bigio. Nei panni dell’acquirente il sindaco della città (reale) di Tiszavasvári, desideroso di portare in Ungheria un simbolo del fascismo per attirare i nostalgici. Nell’articolo (questo: Hungarian Town to Purchase Fascist Era Statue) si dice che i sindaci delle due città sarebbero in trattativa sul prezzo, dopodiché la statua potrebbe cambiare città, e con i soldi della vendita Del Bono potrebbe restaurare palazzo Loggia.
(a.c.)

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