Annullato il Diaspo per i 36 ultras del Brescia 1911

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Secondo i giudici non erano diretti allo stadio per creare disordini. E’ arrivata il 21 marzo la revoca del daspo per un gruppo di tifosi del Brescia 1911, fermati in autogrill, zona Sarzana, il 12 ottobre dello scorso anno e accusati di voler creare disordini in occasione della partita di calcio La Spezia-Brescia (che finì 2-2).

Il pulmann che li trasportava a La spezia era fermo all’autogrill quando sono stati chiesti loro documenti e tessere del tifoso, di cui però erano sprovvisti. I ragazzi hanno sostenuto che erano lì per una gita al mare, ma i militari non gli hanno creduto. Da qui l’arrivo, dopo dieci giorni, del Daspo e il divieto di avvicinarsi allo stadio da uno a tre anni per 36 di loro.

L’illegittimità del Daspo però, con la sentenza del 21 marzo da parte Tar della Liguria, ha annullato il provvedimento. Come si legge nelle ultime righe della sentenza: «Non risulta che siano stati reperiti indosso ai tifosi bresciani degli strumenti atti a offendere o creare comunque un pericolo per l’ordine pubblico».

Purtroppo però la questura di La Spezia non ha ancora notificato la sentenza, anche se secondo Diego Piccinelli, leader del gruppo Brescia 1911, la notifica agli avvocati sarebbe già arrivata due settimane fa, tanto che sul Corsera di Brescia si sfoga: “L’Italia non è un Paese per gli ultra, si sa, ma stavolta si è superato il limite. Abbiamo cercato di far valere i nostri diritti, che poi sono i diritti di tutti ma vengono preclusi a chi indossa i colori della propria squadra. Il rischio è che prima o poi si generi un precedente inquietante, non solo per il mondo del tifo organizzato, demonizzato e criminalizzato, ma per la società intera. Meditate gente, meditate”.

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