Ai sindaci dei comuni sotto i 3mila abitanti la possibilita’ del terzo mandato: in pochi la sfrutteranno

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Ad averlo saputo prima. Sembra questa la frase più ricorrente pronunciata da 25 sindaci di comuni sotto i 3mila abitanti che il 25 maggio andranno alle urne. Cosa è successo? La recente approvazione della legge Delrio, la stessa che decreta la fine delle Province così come le conosciamo ora, introduce la possibilità per i piccoli comuni di ripresentare anche candidati sindaci con alle spalle già due mandati. 

I 25 sindaci interessati più che contenti appaiono stupiti, e un po’ amareggiati dal fatto che la novità è stata introdotta solo a meno di un mese dalla presentazione delle liste elettorali. Per ora gli unici due primi cittadini che hanno confermato di sfruttare la possibilità sono quelli di Preseglie, Stefano Gaburri, e di Bione, Maria Marchi. Ecco quali sono gli altri comuni sotto i 3mila abitanti con il sindaco già al secondo mandato: Pavone Mella, Cigole, Barbariga, Corzano, Villachiara, Maclodio, Longhena, Polaveno, Casto, Paitone, Vallio Terme, Gianico, Marmentino, Lavenone, Pertica Alta, Limone sul Garda, Malegno, Cimbergo, Prestine, Capo di Ponte, Berzo Demo, Saviore dell’Adamello, Vezza d’Oglio.  

Un’altra novità introdotta dalle legge Delrio: per i comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti, il consiglio comunale è composto, oltre che dal sindaco, da dieci consiglieri e il numero massimo degli assessori è stabilito in due.
(a.c.)

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  1. Il segno, se mai ve ne fosse bisogno, di come l’ansia demagogica di velocizzare tutto e subito stia partorendo soprattutto una gran confusione nel merito e nel metodo delle soluzioni adottate. Guardiamo per esempio ai consiglieri, tanti e troppi considerando il potere effettivo che resta in mano all’Esecutivo ed al Sindaco, benchè ridimensionati nel numero. Gattopardismo inquietante che ben si identifica in Renzi e nel renzismo.

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