Agevolazioni per le start-up, Ghidini (Giovani Aib): “la legge cambia in peggio”

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Il presidente dei Giovani imprenditori di AIB, Federico Ghidini, muove pesanti critiche su una norma del DL 179/2012 che, a suo parerem avrebbe dovuto agevolare le start up, ma la cui riscrittura si è invece rivelata peggiorativa della versione originale.

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

Le recenti modifiche al DL 179/2012, che regola le agevolazioni per le start-up innovative, presentano diverse criticità, peraltro non previste nella norma originaria. Va segnalato anzitutto che il decreto attuativo, emanato per regolare nel dettaglio le agevolazioni fiscali per i soggetti che investono in start-up, introduce un limite soggettivo in quanto non possono beneficiare degli sgravi i soggetti che alla data dell’investimento possiedano più del 30% della start-up. Questa però è una disposizione che tende a penalizzare proprio coloro che più sostengono e credono nell’iniziativa, siano essi i fondatori o soggetti investitori istituzionali, finendo così per disincentivare il contributo che tali soggetti possono portare all’innovazione e alla crescita dell’impresa.

Inoltre, il limite complessivo ai conferimenti nella start-up viene fissato 2,5 milioni anno, pena la perdita del beneficio fiscale per tutti investitori. Un elemento di incertezza in più: un socio che crede di beneficiare di un incentivo poi in corso d’anno scopre che così non è perché ha dovuto procedere a nuovo aumento di capitale originariamente imprevisto. Con un’ulteriore complicazione: una start-up che ha bisogno di capitali importanti per consolidare la propria crescita e ha trovato soggetti disposti a investirli, può ritrovarsi bloccata nel suo percorso di sviluppo proprio perché alcuni investitori non vogliono superare il limite dei 2,5 milioni per non perdere il beneficio fiscale (e per non farlo perdere anche agli altri soci). Infine, secondo le ultime disposizioni, per detrarre l’imposta gli investitori devono ricevere e conservare “copia del piano di investimento della start-up innovativa, contenente informazioni dettagliate sull’oggetto della prevista attività […], sui relativi prodotti, nonché sull’andamento previsto o attuale delle vendite e dei profitti”. In questo caso il dubbio è interpretativo: cosa significa “piano di investimento” e informazioni “dettagliate”? Il piano è annuale, biennale, quinquennale? Dettagliate a che livello?

Una start-up innovativa vive per definizione in una condizione di incertezza, se la sua “mission” consiste nell’andare ad aprire il mercato, portando prodotti o soluzioni del tutto ignote ai potenziali clienti sino a quel momento. La forza di una start-up sta poi nella capacità di adattare le proprie soluzioni alle reali esigenze del mercato, piuttosto che nella pianificazione. Il risultato per gli investitori è un potenziale molto alto di contenzioso fiscale data l’incertezza della previsione, con un rischio anche per gli amministratori. Di fronte a un evidente peggioramento del quadro normativo, che regola aspetti assai rilevanti di un settore imprenditoriale innovativo come quello delle start-up, riteniamo dunque importante ottenere con il Ministero un tavolo di confronto tecnico dove poter portare nel modo più sereno e collaborativo i nostri contributi, nel tentativo di riportare la legge ai suoi contenuti originari.

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