Incidenti sul lavoro, la Cgil critica “gli accessi brevi”

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Nella giornata del 3 aprile u.s., in provincia di Brescia, si sono registrate due morti sul lavoro. Nel primo caso un lavoratore cinquantunenne, occupato presso un’azienda specializzata nel commercio all’ingrosso di metalli ferrosi e prodotti semilavorati, è rimasto vittima di un infortunio mortale dovuto allo schiacciamento da parte di una lastra in metallo di grandi dimensioni. Nel secondo, un operaio edile è rimasto folgorato nel corso di lavori di manutenzione, forse per aver urtato con un attrezzo un cavo dell’alta tensione.

La loro morte è stata preceduta, in questo inizio d’anno, da una serie di gravi infortuni sul lavoro, di decessi dovuti a infortuni “in itinere” e, in un caso, da un infortunio mortale per caduta dall’alto accaduto fuori provincia.

"Questa preoccupante serie di incidenti sul (e per) lavoro deve indurre tutte le parti istituzionali e sociali a non ridurre, ed anzi a implementare, le azioni volte alla prevenzione e protezione di lavoratrici e lavoratori durante il lavoro. – commenta la Cgil – Pertanto chiediamo, con forza, al Ministro Poletti se ritiene utile ed opportuno continuare con la politica degli “accessi brevi”, oppure utilizzare il corpo ispettivo per una azione di prevenzione magari coordinata con gli altri enti interessati".

 

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