La Fondazione Minoprio salva il Centro Vitivinicolo provinciale

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Bere in modo consapevole è una buona abitudine sempre più diffusa anche nel bresciano - www.bsnews.it
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Il Centro vitivinicolo provinciale ha siglato un accordo di fusione con la Fondazione Minoprio di Pavia, leader nel settore florovivaistico. A causa delle regole imposte dal Patto di Stabilità l’Ente bresciano sembrava infatti destinato a morire, e con lui il lavoro di formazione portato avanti in questi anni, prezioso per tutto il comparto vitivinicolo.

Solo un anno fa, aziende francesi erano state in visita al Centro per conoscere il modo di coltivare la vite e le tecniche utilizzate per la loro tutela. Il Centro ha sempre offerto una grande opportunità alle aziende bresciane e ai viticoltori, che aderivano a corsi di formazione, di aggiornamento, a viaggi studio in Eurpora, utili al confronto con le altre realtà del comparto vitivinicolo.

Oggi, grazie alla firma con la Fondazione Minprio, si apre così un nuovo capitolo che consentirà al Centro Vitivinicolo di continuare a sostenere i viticoltori, diventando un importante polo lombardo, sostenuto dalla Regione Lombardia: «La Fondazione Minoprio – ha dichiarato in merito Gianni Fava, Assessore Regionale all’Agricoltura – sarà sempre più centrale e questo allargamento dei servizi ne è la dimostrazione . Mi piacerebbe, entro la fine del mandato, razionalizzare i servizi sul territorio regionale, perché troppa gente fa le stesse cose. Questa struttura regge perché è in grado di sostenere i costi e di funzionare. Diventerà certamente un polo di eccellenza dei servizi lombardi al florovivaismo e alla formazione professionale e si allargherà a un comparto che in questo momento vive una fase straordinaria».

Il progetto ha lo scopo di dare una marcia in più ai comparti della Fondazione, che, con il “distaccamento bresciano” potranno arricchirsi nel settore della sperimentazione e della ricerca in un settore, quello dei vini, che vede la Lombardia leader dell’export rispetto alle altre regioni italiane: « Siamo di fronte a un passaggio delicato che si inserisce nella riforma degli enti provinciali e che ci stimola a trovare soluzioni logiche per soggetti che fino a oggi gravitavano attorno alle province, pur operando in autonomia» ha ricordato il vice presidente del Centro Vitivinicolo, Mauro Tognoli – Non possiamo buttare all’aria anni di lavoro, di sperimentazione, di formazione, che hanno sempre contraddistinto il nostro comparto e che sono un importante punto di riferimento per i nostri produttori.» Tra i soggetti ideali, la Fondazione Minoprio, ha sottolineato l’Assessore Fava, si presentava con le carte in regola per efficienza e capacità di autogestione. Un modello positivo per migliorare il panorama agricolo lombardo».

La Fondazione Minoprio assumerà dunque la gestione del Centro, assorbendone il personale e garantendone l’occupazione. «Se siamo l’unica regione che cresce a due cifre in agricoltura è in particolare grazie al Bresciano e alle sue produzioni – ha chiosato l’Assessore Fava – un mercato in crescita non poteva che essere aiutato sotto il profilo della specializzazione tecnica con progetti che arriveranno, grazie a questa intesa, da un centro di eccellenza come il vitivinicolo bresciano. Abbiamo bisogno di protocolli qualificati e di supporto tecnico come risposte alla richiesta di qualità e professionalità che i mercati stranieri ci chiedono. Su questo versante la Fondazione Minoprio insieme con il Centro bresciano non potranno che diventare protagonisti».

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