Pericolo terremoti per estrazione idrocarburi: la Bassa a rischio

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L’estrazione di idrocarburi sarebbe una delle cause delle scosse che, nel 2012, hanno distrutto l’Emilia Romagna. Lo afferma un rapporto della commissione Ichese istituita per indagare sulle cause del terremoto di due anni fa. Una notizia che non lascia indifferente tutto il territorio della Bassa Bresciana che presenterebbe le stesse caratteristiche di vulnerabilità dei territori colpiti. Per questo sono a rischio i progetti di ricerca di idrocarburi e stoccaggio di metano che, ricorda il Bresciaoggi, da Capriano a Lograto coinvolgono complessivamente quaranta paesi bresciani.

Su questa questione  è stata la parlamentare del Pd Miriam Cominelli a presentare un’interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico: «Vogliamo sapere se il dicastero sia in grado di fornire un programma dettagliato rispetto al monitoraggio del rischio sismico nelle zone interessate dai progetti di ricerca sull’avanzamento dei lavori del gruppo di lavoro istituito alla commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie. Vorremmo capire – continua Miriam Cominelli -, se oltre alla prevista sospensione in tutta la regione Emilia Romagna di qualsiasi nuova ricerca sotterranea, il ministro intenda disporre, secondo il principio di precauzione, anche il congelamento delle attività di prospezione basate su rilievi geologici, geofisici e geochimici, eseguiti con qualunque metodo o mezzo».

Il fraking, per ora non è mai stato applicato sul territorio bresciano, ma i casi di Capriano con impianti di stoccaggio sotterraneo di gas e di Lograto, con un programma di trivellazione sono considerati a rischio altissimo. 

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