Pakistana segregata per impedirle di raggiungere il marito: l’amore trionfa

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Nella tarda mattinata di martedì scorso, 22 aprile, personale della Squadra Mobile ha aperto e-mail, inviata all’Ufficio relazioni con il Pubblico della Questura, con la quale un cittadino pakistano residente in Francia segnalava il timore che sua moglie, anch’ella pakistana, residente a Brescia con i propri familiari, fosse costretta a restare in casa contro la sua volontà, per impedirle di ricongiungersi al marito.

La moglie 26enne, da tempo residente in città insieme ai genitori e a tre fratelli, è stata così rintracciata nell’abitazione di famiglia, in buone condizioni di salute.

La stessa però ha dichiarato agli agenti di essersi sposata un mese prima in Francia, e con rito mussulmano, un connazionale, che però la sua famiglia d’origine non riconosceva. Il motivo? Avrebbero voluto che sposasse un altro uomo, della stessa etnia, già individuato in precedenza da padre e fratelli della donna. Per questo motivo, i familiari l’avevano riportata a Brescia e, per evitare che potesse ritornare dal marito, le avevano sottratto il telefono cellulare ed i documenti, tenendola di fatto controllata in ogni suo movimento.

Verificato che quanto dichiarato corrispondesse al vero e assecondando una pressante richiesta di aiuto da parte della donna, gli agenti l’hanno prelevata dall’abitazione di famiglia per ricollocata, invece, in una struttura protetta individuata con la collaborazione dei Servizi Sociali del Comune di Brescia, in attesa di consentirle di ricongiungersi al consorte.

In considerazione dei riscontri raccolti, i famigliari sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in quanto ritenuti responsabili del reato di violenza privata.

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  1. La cosa più positiva é vedere due giovani islamici che non accettano le imposizioni arcaiche. É la speranza di un cambiamento già in atto. BRAVI RAGAZZI !!! La vita é vostra !

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