Sulla via del cannone, la Storia in scena a Concesio

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“Qual è la percezione che abbiamo del nostro passato storico, cioè di quella porzione di passato che non possiamo ricordare semplicemente perché non eravamo ancora nati o eravamo troppo piccoli? E che cosa sappiamo della giovinezza di nonni e progenitori? E’ possibile gettare un ponte fra loro vita e la nostra? Se ci riuscissimo, se il racconto della Storia assomigliasse a una raccolta di testimonianze di persone a noi vicine, ci sentiremmo più coinvolti e magari ci potrebbe venir voglia di interrogarli direttamente, i nostri attuali nonni e i bisnonni, e sentire del loro tempo. Perciò propongo questo racconto, che ha la capacità di risvegliare interesse e curiosità, e di sollevare domande su altri terribili eventi che le guerre nascondono”
Silvio Castiglioni  

Sulla via del cannone narra di un’impresa che risale alla primavera del 1916. Un episodio della cosiddetta “guerra bianca” che italiani e austriaci hanno combattuto sui ghiacciai dell’Adamello nel corso della prima guerra mondiale. Il protagonista è un cannone di medio calibro, pesante sessanta quintali, trainato a mano su due grosse slitte, da 1580 a 3250 metri di quota, da centinaia di alpini e artiglieri, e mai riportato a casa. Una narrazione avvincente, costellata di figure eroiche e generose, o involontariamente comiche, che progettano e mettono in esecuzione, con dedizione e spirito di sacrificio, un’impresa considerata da tutti impossibile. Quando si arriva a rappresentare “il traino in alta quota” delle slitte sulla neve, il racconto si fa testimonianza appassionata: il narratore veste i panni di un vecchio alpino, che noi immaginiamo abbia partecipato in gioventù all’immane fatica, non senza spensierata incoscienza. Fino all’inaspettato finale. Uno sguardo sulla Grande Guerra a un secolo di distanza, cioè su un mondo ancora mosso, regolato e costruito a mano. Da un lato c’è la guerra, conflitto tra gli uomini, dall’altro la montagna con la sua impassibile e terribile bellezza, “madre da maledire e da adorare”, come dice il poeta Andrea Zanzotto.
 
Silvio Castiglioni ha lavorato come attore, tra gli altri, con Eugenio Barba, Raùl Ruiz e Federico Tiezzi. Ha scritto e interpretato Remengòn, voci dalla guerra, ispirato a un racconto di Nuto Revelli, e Filò, ispirato al poema di Andrea Zanzotto. Dal 1998 al 2005 è stato direttore del Festival di Santarcangelo, dopo aver collaborato dal 1994 al 1997 con Leo de Berardinis come condirettore. Recentemente ha realizzato gli spettacoli Casa d’altri da Silvio D’Arzo, Domani ti farò bruciare da Fëdor Dostoevskij e Il vampiro da J.W.Polidori e Marina Cvetaeva.  

Sulla via del cannone
scrittura scenica e interpretazione Silvio Castiglioni
drammaturgia di Mariano Dammacco, con un contributo di
Donella Giacotti.
da un’idea di Carla Bino. Materiali storici di Walter Bellotti
 
Giovedì 24 aprile 2014
Auditorium Scuola Media di S. Andrea ▪ Via Camerate, 1 – Concesio,
ore 21:00
Ingresso: 5,00 euro

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