Oggi corso Martiri della Liberta’ diventa via Sergio Ramelli, ma solo per mezz’ora

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Nel 39° anniversario dell’assassinio politico di Sergio Ramelli, oggi pomeriggio dalle 13:30 alle 14 corso Martiri della Libertà cambierà simbolicamente nome, con tanto di targa, in via Sergio Ramelli.

Promotori dell’iniziativa i “Club Forza Silvio”, i giovani di Forza Italia e Fratelli di Italia-An e l’associazione “Noi di Destra Brescia”, che contestualmente chiederanno tramite il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Mattia Margaroli, l’intitolazione ufficiale di una via in città dedicata alla memoria del 19enne. Ramelli era un ragazzo che frequentava le scuole superiori, giocava a calcio, aveva una fidanzatina e amava portare i capelli lunghi. Un ragazzo come tanti, ucciso in modo pianificato e scientifico da 4 esponenti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia solo perché era di destra, perché aveva scritto un tema contro le Brigate Rosse. Martire della Libertà dunque, per questo si è scelto il corso come location per la manifestazione.

Nella nota diffusa dal coordinatore provinciale dei Club Forza Silvio Matteo Pasotti, dalla coordinatrice provinciale di Forza Italia Giovani, Tiziana Ippolito, dalla responsabile provinciale del movimento giovanile di Fratelli d´Italia, Sara Polonioli, e dal presidente di Noi di destra Simone Massenza, si legge: «Sergio è stato il simbolo dell’odio comunista che diventa assassino. Sergio Ramelli è stato la rappresentazione tremenda dell’antifascismo militante nel nome del quale “uccidere un fascista non è reato” e per il quale il Consiglio comunale di Milano applaudì la notizia della sua morte dopo 47 giorni di coma».
(a.c.)

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  1. Il 29 aprile 1945 Giorgio Amendola lancia su L’Unità di Torino un appello che rimarrà famoso: "I criminali devono essere eliminati. Con risolutezza giacobina il coltello deve essere affondato nella piaga, tutto il marcio deve essere tagliato. Non è l’ora questa di abbandonarsi a indulgenze. Pietà l’è morta"

  2. Utente "Mario",se Vi riconoscete nell’azione criminale e vigliacca dovete solo vergognarVi .Sergio aveva 19 manni quando è stato assassinato da una banda di criminali comunisti di avanguardia operaia.Degni eredi degli assassini di Malga Porzus e dei fratelli Govoni.

  3. Quanti ne sono morti per mano fascista? Con le bombe, con le spranghe, con i pestaggi. Per essere credibili gli estremisti di destra dovrebbero prima condannare gli assassini e le stragi della parte loro.

  4. questo ragazzo è stato ucciso, non è morto di morte naturale, Barbaramente ucciso a colpi di chiave inglese sulla testa da persone poi condannate, persone della sinistra extraparlamentare degli anni settante vicine a lotta continua, prima linea, avanguardia operaia. Attualmente queste persone, all’epoca studenti di medicina, fanno i medici. La sua colpa principale fu di aver scritto in un tema a scuola di condannare le BR. Tema che non si sa come fu poi affisso nella bacheca della scuola come atto d’accusa nei confronti del Ramelli, atto d’accusa di essere fascista perchè anti Brigate Rosse. Cito le testimonianze degli assassini al processo:Testimonian za resa durante il processo da Marco Costa:[7] « Ramelli capisce, si protegge la testa con le mani. Ha il viso scoperto e posso colpirlo al viso. Ma temo di sfregiarlo, di spezzargli i denti. Gli tiro giù le mani e lo colpisco al capo con la chiave inglese. Lui non è stordito, si mette a correre. Si trova il motorino fra i piedi e inciampa. Io cado con lui. Lo colpisco un’altra volta. Non so dove: al corpo, alle gambe. Non so. Una signora urla: "Basta, lasciatelo stare! Così lo ammazzate!" Scappo, e dovevo essere l’ultimo a scappare. » Testimonianza resa durante il processo da Giuseppe Ferrari Bravo:[7] « Aspettammo dieci minuti, e mi parve un’esistenza. Guardavo una vetrina, ma non dicevo nulla. Ricordo il ragazzo che arriva e parcheggia il motorino. Marco mi dice: "Eccolo", oppure mi dà solo una gomitata. Ricordo le grida. Ricordo, davanti a me, un uomo sbilanciato. Colpisco una volta, forse due. Ricordo una donna, a un balcone, che grida: "Basta!". Dura tutto pochissimo…Avevo la chiave inglese in mano e la nascosi sotto il cappotto. Fu così breve che ebbi la sensazione di non aver portato a termine il mio compito. Non mi resi affatto conto di ciò che era accaduto. » Negare il fatto scrivere che è "morto" e non "è stato assassinato da studenti di sinistra" significa fare del revisionismo, negare che un omicidio rimane tale sempre, a prescindere dalla vittima. Non esiste il negare la verità. Mai.
    la sinistra presnte ne consiglio comunale di Milano, applaudi quando si seppe che dopo numerosi giorni di coma il ragazzo era morto. Erano gli anni settanta. La guerra finita. La cultura di sinistra ieri come oggi dava lezioni di tolleranza, di democrazia. E’ questa la tolleranza e la democrazia? Affermare che uccidere un ragazzo di 19 anni è giusto solo perchè la pensa diversamente dalla cultura comunista. Affermare ciò significa anche giustificare chi ammazza un giovane solo perchè è comunista. Un omicidio resta tale sempre, e va condonnato. sempre e comunque.
    La frase di Giorgio amendola non è forse una frase razzista, intollerante ed in fondo fascista?

  5. Corso Martiri della Libertà è la via che identificherebbe, non a caso e nelle intenzioni, il ricordo di quel tragico evento ? Diciamo che Ramelli, come troppi innocenti, fu vittima e martire delle ideologie: fascista la sua e comunista quella dei suoi assassini. Dunque, vanno contati uno ad uno e ricordati uno ad uno i martiri italiani, da una parte dall’altra di tali ideologie, oggi sempre più lontane, almeno si spera…

  6. Il ricordo di Sergio Ramelli non può contemplare il sindaco che va a commemorarlo senza Fascia Tricolore:Più coerente la canea che ha fatto la contro manifestazione…

  7. Utente "morti", in riferimento a quanto da Voi scritto Vi facciamo presente che in quegli anni tragici molti giovani vennero assassinati da una parte e dall’altra.Tanto per fare alcuni nomi in questa conta tragica di vittime "fasciste" Vi ricordo i fratelli Mattei(di 22 e 8 anni!) , figli di un operaio la cui unica colpa era quella di essere segretario della sezione del MSI di Primavalle.L’avv. Pedenovi , assassinato a Milano l’anno dopo l’assassinio di Sergio Ramelli….Riteniamo assurdo e non civile questo tragico conteggio.La violenza politica va respinta al mitente,ovvero a coloro che la propugnano e la praticano.

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