Bigio, proposta dalla Laba: “Concorso tra accademie per una nuova statua a costo zero”

3

(e.b) Sulla questione Bigio non è ancora detta l’ultima parola, anzi. Le parole si susseguono ininterrotte e, nonostante la maggior parte degli amministratori ritenga che “non è una cosa prioritaria per la città”, non passa giorno senza che qualcuno lanci un’idea nuova per la ricollocazione o meno della statua del dazzi in piazza Vittoria.

Questa volta l’idea, resa nota dal Corsera di Brescia, arriva dall’Accademia Laba che, attraverso l’amministratore delegato Alessandra Giappi, propone al sindaco Del Bono una rivisitazione del “suo” concorso di idee per realizzare un’opera alternativa al Bigio da posizionare sul piedistallo che guarda la scalinata della Posta centrale. “Un concorso per accademie, italiane e straniere – rilancia – potremmo bandirlo noi, della Laba, così la Loggia non deve spendere soldi pubblici. Poi ci occuperemmo di trovare sponsor per la realizzazione della nuova statua. Soldi versati dalla città: zero”. La laba è la stessa accademia che si è occupata del restauro del Bigio, costato 31 mila euro. Per ora quella di Alessandra Giappi è solo una proposta come tante altre, ma di certo appare vantaggiosa, specie in tempi di taglio al bilancio per i Comuni. Spetterà comunque al sindaco del bono prendere la decisione finale: “Non voglio essere arrogante: la decisione spetta al sindaco, se dice di no non se ne fa nulla. Ma sarebbe un’occasione per coinvolgere giovani scultori e docenti. A vagliare i progetti una giuria di esperti, inclusi Del Bono e gli architetti della Soprintendenza, ovvio”.

Comments

comments

3 Commenti

  1. Puzza di bruciato e fumo nero, molto nero. Statua di Augusto Turati ? Il Balilla con il sasso in mano ? Vada anche per un trittico marmoreo Beccalossi-Arcai-Lab olani o magari, risparmiando, trasloco del mezzo marino della Decima MAS che si trova al Vittoriale…

  2. Ma che paura può fare una statua? Tutta questa strumentalizzazione l’ha resa adesso un simbolo. Ma poi perché bisogna negare un periodo della storia che c’è stato, purtroppo, ma non possiamo negarlo così come non si possono negare i campi di concentramento e tutta la storia. Anche il fascismo fa parte della nostra storia. Buttiamo il Bigio, ma allora cancelliamo il palazzo delle poste, i portici, l’arengario, cancelliamo tutta la piazza. Se Del Bono fosse un briciolo lungimirante starebbe zitto e installerebbe quel Bigio con una bella targa di spiegazioni. I bresciani hanno problemi più grossi in questo momento che pensare al Bigio e se il Sindaco non se ne accorge forse è meglio che si dimetta perché non vede al di là del suo naso.

  3. Infatti in Germania sarebbe impensabile (e illegale) esporre un monumento intitolato "l’era nazista" non perchè i tedeschi vogliano negare la storia, ma perchè non vogliono celebrare una parte della loro storia di cui non vanno orgogliosi…gente civile loro…invece noi abbiamo i nostalgici del ventennio, che nel ventennio nemmeno c’erano, ma gli piace lo stesso.

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome