Amministratori partecipate: fino a 9mila euro di multa se non rivelano i propri redditi

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Amministratori comunali, anche i semplici consiglieri, presidenti, vicepresidenti e amministratori delegati delle società partecipate, controllate o vigilate. Tutti dovranno obbligatoriamente dichiarare la loro situazione patrimoniale e reddituale e le spese sostenute in campagna elettorale. Meglio: non si tratta di obbligo bensì di scelta, l’alternativa però è a caro prezzo. Sono state stabilite infatti dalla Commissione Revisione degli statuti e regolamenti le sanzioni per coloro che saranno inadempienti.

Il documento licenziato dalla commissione sarà portato in Consiglio comunale il prossimo 12 maggio. Salate le multe per coloro che vorranno mantenere il segreto sulle loro finanze. Si va dai 2 ai 4.500 euro per il primo anno successivo alla nomina o all’elezione fino ai 7-9mila euro per il quinto. Anche qui, come per le banali multe da codice della strada, il Comune applicherà uno sconto se si paga entro 60 giorni dalla notifica, pari ad un terzo del totale. Ammessi anche i pagamenti a rete, fino al massimo di 30 a patto che la singola rata non sia inferiore ai 100 euro. 

La scadenza per gli amministratori in carica è fissata alla prossima settimana, ci saranno poi 15 giorni di tempo dopo la prima diffida, poi scatteranno le multe vere e proprie. In questa pagina si possono trovare, assieme ai curriculum, i dati reddituali e patrimoniali dei Consiglieri Comunali. Sempre sul sito del Comune si troveranno quelli di tutti gli altri soggetti che hanno l’obbligo di trasparenza.
(a.c.)

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