Al posto del Bigio un sacco di plastica per il centenario di Cavellini

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(e.b) Questa mattina chi è passato in piazza Vittoria prima delle 9 non avrà potuto fare a meno di notare il sacco bianco di plastica con la scritta Cavellini 1914-2014 messo nel posto appartenuto al Bigio.

A mettere in scena la performance aritistica (qui il Video) sono stati quattro giovani arrivati in piazza poco dopo le 7 del mattino vestiti con giacche fosforescenti che sulla schiena portavano la scritta “G.A.C Warrior”.

I quattro hanno posizionato il sacco sul piedistallo della fontana per poi lasciare la piazza. Sui fianchi il messaggio che volevano lanciare alla città: Bigio che fare” e “Contiene pillole di cultura”. La performance è stata ripresa anche dalla telecamenra del video maker Secret wood, gruppo che fa riferimento a Talent Garden. Il gesto, chiaramente di carattere provocatorio, avrebbe avuto l’intento di elevare il dibattito sul Bigio, proprio nel centenario della nascita dell’artista brescano Guglielmo Cavellini, ma quando i vigili urbani sono stati avvertiti dell’installazione l’hanno immediatamente rimossa e portata al deposito di via Bissolati.

Che si tratti di battibecchi di palazzo, sfide virtuali a colpi di “mi piace” su Facebook o di performance artistiche provocatorie, non c’è dubbio che il Bigio continua a far parlare di sé. Chissà se il suo creatore, Arturo Dazzi, avrebbe immaginato un futuro tanto tormentato per la sua Era Fascista.

 

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  1. Il problema del Bigio non è il Bigio ma quello che qualcuno l’ha fatto diventare. A mio avviso la statua del Dazzi potrebbe tranquillamente tornare in piazza, senza paura. Paura di cosa? di una statua che appartiene ad un periodo storico che fa parte del nostro passato? dai, non esageriamo…

  2. Finché non verrà presa una decisione continueremo ad assistere a performance artistiche (in questo caso ci vuole coraggio a definirla artistica, cmq…)di gente che vuole occupare lo spazio a modo proprio. Ma è così difficile scegliere e portare avanti un’idea in questa città?

  3. Era fascista? Lo ”era” come tanti, troppi italiani, al tempo che fu. Non ricordate le folle oceaniche inneggianti al sistema? Ora, anche lui, che.. ” Era fascista ”, non lo è piu: e’ soltanto il Bigio, è diventato uno di noi, uno come noi. SI è emendato, il Bigio. Non capisco l’accanimento contro ‘sto pezzo di marmo, manco fosse un pezzo di m…. Il dibattito che gli ruota intorno è penoso, penosa l’indecisione di un’Amministrazione che tentenna sempre. Decida una volta per tutte. Non diventeremo fascisti installandolo, né antifascisti lasciandolo in qualche cantina. L’antifascismo è una cosa seria, non una burletta.

  4. Resti solo e per sempre Bigio. Bigio stènc, come lo avevano soprannominato i contadini roncari (quelli che tutte le mattine portavano dai Ronchi il loro raccolto al mercato ortofrutticolo). Bigio ubriaco, appunto, perchè solo uno assai alticcio poteva starsene lì, nudo, in mezzo alla piazza in mezzo alle intemperie. Si potrebbe riposizionare per sempre sostituendo la parola Bigio alla scritta "Era fascista". Così accontentiamo il Bigio, il Dazzi, fascisti ed antifascisti, politici ed antipolitici, fautori e detrattori generalisti, giovani e vecchi. E, soprattutto, fine della diatrìba: concentriamoci sulle milionate di euro che non abbiamo per pagare il Metrobus e la sua gestione…

  5. Fate di quello spazio uno spazio per installazioni artistiche provvisorie (6 mesi – 1 anno) dove poter installare opere d’arte delle nostre accademie a rotazione. Il Bigio lo mettiamo a Santa Giulia come pezzo di storia della città assieme a tutti gli altri pezzi di storia.
    Costo dell’operazione minimo, tutti contenti, e diamo spazio ai giovani artisti bresciani.

    Tie, difficile?
    Basta un poco di cervello e buona volontà, cosa che purtroppo manca a tanti politici, in carica o meno.

  6. Condivido in pieno quanto dice "dai…" E’ veramente vergognoso che ci siano persone che abbiano paura dei fantasmi!!!! Quanti monumenti bisognerebbe togliere allora?????????. Povera gente….

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