Imperi senza dinastie, in città presentazione “frizzante” del libro di Calzoni. ECCO IL VIDEO

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“Aperitivo” frizzante, ieri, alla fondazione Micheletti di via Cairoli, in città. A tenere banco la presentazione – promossa da Bsnews.it in collaborazione con la fondazione – del libro Imperi senza dinastie, scritto da Ugo Calzoni.

Nel volume pubblicato da Compagnia della stampa Calzoni parte dall’avventura imprenditoriale dell’acciaiere Luigi Lucchini – vissuta da testimone diretto – per aprire una provocatoria riflessione sul mondo industriale della Leonessa: diversi grandi imprenditori che, come Lucchini, hanno saputo dare lavoro a migliaia di persone e creare veri e propri imperi economici non sono stati però in grado di trovare una adeguata successione, per linee famigliari o nel management.

Ma nel libro non mancano episodi e dettagli curiosi o degni di nota. E, come da attese, la serata non ha mancato di evidenziarle. A incalzare Calzoni, infatti, sono state infatti le domande del direttore di Bsnews.it Giorgio Costa e le punzecchiature dell’ex deputato Aldo Rebecchi. In particolare Rebecchi ha sollecitato Calzoni su diverse questioni: il “vero” motivo per cui ha scritto il libro, il giudizio che ne darebbe Lucchini oggi, la questione della mancata assunzione di Calzoni da parte di De Benedetti, la vicenda dei delegati sindacali pagati dalle aziende e il rocambolesco furto di gioielli subito da Lucchini. E non su tutto l’autore del libro ha dato risposte esaustive.

Particolarmente ricco il parterre degli “spettatori”. Tra questi Ettore Lonati e Salvatore D’Erasmo, tra le persone citate nel libro, che non hanno mancato di dire la loro sui passaggi del libro che li chiamavano in causa direttamente e indirettamente. Ma anche diversi rappresentanti del mondo politico ed economico come Claudio Bragaglio, Claudio Buizza, Norberto Rosini, Flavio Pasotti, Gianmarco Quadrini, Luigi Cavalieri e Virginio Telò.

DI SEGUITO IL VIDEO YOUTUBE DELLA SERATA: https://www.youtube.com/watch?v=rfbOCuZI1lA&feature=youtu.be 

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  1. Delegati sindacali pagati dalle aziende ? Terribile, infamante notizia. Non l’avrei mai pensato nè tantomeno affermato pubblicamente…

  2. Ho appena finito di leggere il libro. Al di la del ritratto agiografico dell’amico Ugo, ho avuto conferma dell’uomo Lucchini così come l’avevo valutato nei brevi, ma numerosi incontri, agli inizi della sua vicenda imprenditoriale . Un signore attento solo ai suoi interessi, ai quali posponeva ogni altra valutazione, insensibile all’etica ed alla solidarietà umana. In quegli incontri, tenuti mensilmente nella sede dell’acciaieria consortile fondata dai cosiddetti "tondinari": Comini, Pasini, Pietra, Zanardini, Stefana e Lucchini; ero chiamato anch’io perchè dovevo ricevere gli ordini di produzione che dovevo poi programmare in azienda. Posso dire che "el montagnì de Cast" come ironicamente veniva chiamato dagli altri soci, che si trattenevano a conversare dopo che "Gino" lasciava la riunione, era considerato persona doppia e inaffidabile nelle sue promesse, e quindi da non coinvolgere in nessun’altra operazione. Allora ero giovane, conoscevo fin dalla sua giovinezza, Ugo Calzoni e la sua abilità dialettica e politica che avrebbe potuto portarlo in alto, però l’amico Ugo avrebbe dovuto capire in tempo che un manager desideroso di ritagliarsi troppo spazio, viene inesorabilmente segato dalla famiglia proprietaria non appena ha fatto il lavoro che gli si chiede. Ugo, persona intelligente e colta, doveva ricordarsi sempre della "vergine cuccia delle grazie alunna" e tenerne buon monito. Infine debbo dire che il libro dice alcuni particolari di cose sapute e ne tace altri che meriterebbero di essere svelati. Una confessione più ampia ci avrebbe consentito di conoscere meglio la storia di quegli anni.

  3. Caro Sindachiamo, il tuo stupore l’ho avuto anch’io quando, nel lontano 1973/74, in sede AIB l’allora responsabile dei rapporti sindacali confindustriali, con la massima naturalezza, al telefono, contrattò con un segretario sindacale il "quantum" per far sospendere una vertenza. Il nocciolo del discorso del sindacalista era questo: " a voi cosa costa ogni giornata di perdita di produzione? Bene a noi date ….. che corrisponde a tot giorni e noi chiudiamo la vertenza". Parlandone poi con il dirigente dell’AIB, ebbi conferma che ciò era prassi delle vertenze sindacali.

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