“Dalla terapia conservativa alla dialisi: diete e approccio incrementale”: se ne parla il 15-16 maggio

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Le terapie nutrizionali giocano un ruolo importante nel controllo e nella prevenzione delle complicanze uremiche. L’attenzione all’alimentazione deve quindi avere un ruolo strategico. Al progredire della patologia l’ottimizzazione della nutrizione, semplificata nel termine “dieta”, diventa cruciale per prevenire l’evolversi verso la dialisi. La dieta deve essere vista come un supporto al miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti e non deve essere intrerpretata in senso di “privazione” rispetto alle abitudini alimentari quotidiane.

Il rischio e l’occorrenza di malnutrizione sono presenti, inoltre, non solo nella malattia renale cronica, ma anche in dialisi. Quando non si riesce, in mancanza di patologie altrimenti trattabili, ad ottenere un buon apporto calorico e proteico, è necessario ricorrere a supplementi. In emodialisi l’apporto integrativo può essere somministrato durante la seduta dialitica; in dialisi peritoneale si possono utilizzare supplementi per via orale o tramite le soluzioni dialitiche.

Nel convegno promosso dall’UO Nefrologia degli Spedali Civili di Brescia, diretta dal Prof. Giovanni Cancarini, si vogliono proporre le basi teoriche e scientifiche della terapia nutrizionale, seguite dal confronto delle esperienze “sul campo” di nefrologi di diversi ospedali italiani. Le dietiste coinvolte trattano gli aspetti pratici di proposta e implementazione delle diete a ridotto contenuto proteico e/o supplementate con aminoacidi e chetoanaloghi. Il convegno è rivolto contemporaneamente a nefrologi, infermieri e dietiste perché, anche nella formazione professionale, vi sia un simultaneo approccio “in team”.

Si discute, in una sessione dedicata, anche del controllo dell’assunzione del fosfato con la presentazione di uno studio sulle calcificazioni vascolari a vari livelli di funzione renale. Si affronta, in tale sede, come l’apporto nutrizionale di fosfato possa essere controllato anche con il supporto educativo di medici ed infermieri.  Una sessione è dedicata all’inizio della dialisi con “metodo incrementale”, confrontando le esperienze in emodialisi, di Pisa e Bologna e illustrando quella in dialisi peritoneale di Brescia.

Di “dialisi incrementale” si discute da tempo, ma manca ancora una definizione chiara: certo è che questo approccio, guidato fondamentalmente dal grado di funzione renale residua, necessita di un attento monitoraggio clinico e laboratoristico per evitare situazioni di “sottodepurazione” latente e non  diagnosticata che sfocerebbero inevitabilmente in malnutrizione. E’ altrettanto vero che l’inizio del trattamento dialitico “a dose piena” può peggiorare, inutilmente, la qualità di vita del paziente.

Infine si porta l’attenzione dei partecipanti a due aspetti metabolici spesso dimenticati: gli oligoelementi ed il magnesio. Diuretici, farmaci di vario tipo ed il trattamento dialitico possono alterare significativamente le concentrazioni di tali sostanze con disequilibri particolarmente pericolosi in pazienti sottoposti alle rapide variazioni elettrolitiche determinate dalla dialisi.

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