Il Prefetto in visita alla Laas: “Modello di formazione da prendere ad esempio”

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(e.b.) Alla Lonati Anglo-American School (Laas) si creano opportunità per il futuro. Potrebbe essere questo lo slogan alla base della scuola. Grazie ad una formazione didattica ed educativa che mette al centro lo studente, secondo l’approccio costruttivista basato sul principio del “see touch and do”, l’istituto nato nel settembre del 2013 da un’idea del Gruppo Lonati è un’opportunità unica per formare le giovani generazioni e dare loro opportunità idonee alle esigenze della società di oggi e del futuro.

Questa mattina la scuola, che tra pochi giorni compirà il suo primo anno di vita, ha ricevuto la visita del Prefetto di Brescia, Livia Narcisa Brassesco Pace, arrivata al civico 60 di via Bormioli per guardare con i propri occhi e toccare con mano la realtà di un istituto che è già diventato “un’eccellenza bresciana, capace di capire le nuove esigenze della società per formare giovani uomini e donne in grado di intercettarle – e continua -. Il vero ringraziamento va a Lonati per aver investito in un progetto formativo ed educativo che mi auguro possa essere preso ad esempio e replicato”.

Nel corso del primo anno di attività la scuola ha visto la partecipazione di 19 alunni, seguiti da 11 insegnanti madrelingua, tra inglese, italiano e cinese mandarino, di cui un’insegnante specializzata nei disturbi di apprendimento. “E’ una scuola che è e resterà seria – commenta l’amministratore unico di Laas, Donatella Meneghini Lonati – dove i bambini sono sempre in movimento e non sono gli insegnati a raggiungere la classe, ma i singoli alunni a muoversi tra le aule dedicate ognuna ad una specifica attività didattica o ricreativa”. La lingua madre dell’istituto è l’inglese, tanto nel parlato quanto nello scritto e sin dalla più tenera età, ma non mancano nemmeno le ore di insegnamento della lingua italiana “in progressivo aumento con il proseguire della carriera scolastica”, mentre per due ore a settimana gli studenti hanno l’opportunità di imparare anche le basi del cinese mandarino. Il mix di lingue dà un’occasione unica agli studenti della Laas, rafforzata ancor più dal fatto che “gli insegnanti utilizzano un metodo di insegnamento transdisciplinare che consente ai bambini di affrontare lo stesso argomento e analizzarlo di volta in volta in ognuna delle lingue insegnate e attraverso connessioni di carattere storico, sociale e scientifico”, spiega la preside della Laas, Beatrice Zanotti.

“Dopo due anni di scuola i bambini di 5 anni sono perfettamente in grado di parlare l’inglese – sottolinea il fondatore Ettore Lonati – inoltre, grazie al continuo turn-over degli insegnanti madrelingua, che arrivano dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra, dall’Irlanda come da Singapore, gli alunni si confrontano continuamente con accenti diversi e non avranno alcuna difficoltà a confrontarsi con lingue, inglese e cinese in primis, che oggi è indispensabile conoscere e masticare”.

La scuola – che dal prossimo anno scolastico resterà aperta dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 16,15 – concluderà il primo anno di attività il prossimo 20 giugno per poi riaprire l’8 settembre. “Abbiamo già raccolto le preiscrizioni per il prossimo anno e il numero degli studenti raddoppierà fino ad arrivare a 34 studenti, tra cui anche una decina di bambini americani. Bello avere l’opportunità di fare la differenza, specie quando si tratta di investire sul futuro delle nuove generazioni. L’obiettivo della Laas è proprio questo: dare un’opportunità nuova ai futuri uomini e donne di domani”.

Nel prossimo futuro, inoltre, la scuola si doterà anche di un campo sportivo all’aperto circondato da una pista di atletica. Prima di realizzarlo però servirà un cambio di destinazione d’uso, da agricolo a sportivo, da parte del Comune di Rezzato (su cui insiste il campo in questione). 

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