Cromo nell’acqua, polemica accesa tra meet up di Brescia e l’Assessore Fondra

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Le analisi dell’acqua fatte fare dal Meet up amici di Beppe Grillo di Brescia, il 23 aprile scorso, avrebbero dimostrato che, su più di 70 i campioni raccolti tra Brescia e provincia e fatti analizzare dal laboratorio Chemiricerche di Mazzano, i valori sono molto superiori rispetto ai comuni della Provincia e che di tutti i rubinetti analizzati:  il 36% hanno registrato valori compresi tra 2 e i 5 microg/l ; ben il 38% compresi tra i 5e i 10 microg/l ; l’11% dei valori supera i 10 microg/l. Secondo il movimento alla luce dei dati forniti dall’ EFSA ( European Food Safety Authority ), il rischio per  l’esposizione a Cromo VI in concentrazioni superiori ai 2 microgrammi/litro non è trascurabile per la popolazione dei bambini con peso corporeo inferiore ai 20 kg ed inoltre il limite di 5 microgrammi/litro non è trascurabile per gli effetti neoplastici sull’intera popolazione. «Per noi», si legge nella nota, «è sott’inteso che dovrebbe essere zero o certamente non superiore ai 5 microg/l. Ci chiediamo dunque come possa essere permesso che il gestore comunale prelevi dalla falda un’ acqua contaminata (>5 microg/l) e la immetta nell’acquedotto per il consumo umano. Ci chiediamo quanto sia lecito utilizzare quest’acqua senza una preventiva bonifica; e ci stupiamo come l’amministrazione pubblica minimizzi il problema giustificandosi a mezzo della carenza legislativa e non intervenga facendo valere il principio di precauzione. Anzi, incentiva l’utilizzo dell’acqua del rubinetto anche nelle scuole dove gli utenti sono i bambini, i più vulnerabili».

Non si è fatta attendere la risposta dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Brescia, Fondra che sul suo sito ha pubblicato un testo in risposta a un post di facebook dove Gabriele Avalli del Meetup di Brescia lo accusava di non essere informato "su una inesistente proposta di legge dei 5stelle sui limiti di legge del Cromo VI".

"Premesso che ero informato della mozione presentata dal on. De Rosa, anche se puntualizzo che ne l’interessato ne nessun esponente del Meetup ha sentito il bisogno di informare l’Osservatorio Acqua Bene Comune di questa iniziativa, va precisato che si tratta di una semplice risoluzione che come prontamente la giornalista di Bresciaoggi fa notare non è una proposta di legge.Nella mia dichiarazione di commento alle "analisi fai da te" dei 5stelle intendevo questo ovviamente.In ogni caso se non lo farà il Meetup, lo farò io inoltrando la risoluzione all’esame delI’Osservatorio perché tutto ciò che può contribuire a migliorare la qualità delle nostre acque venga attentamente valutato sotto tutti gli aspetti.Capisco che c’è una campagna elettorale in corso… tuttavia un conto sono gli auspici di una risoluzione e un conto sono leggi e norme che possano tutelare nel concreto la salute delle future generazioni.Non dovrebbe essere uno sperduto assessore all’ambiente di provincia a ricordare a dei parlamentari della Repubblica che per riscrivere norme di carattere sanitario servono pronunciamenti delle organizzazioni nazionali e internazionali perché la salute non conosce ne confini amministrativi ne supremazie territoriali.In ogni caso si sappia che personalmente condivido lo spirito della risoluzione del Movimento 5stelle, ma in tutta franchezza da dei parlamentari mi aspetto molto di più. Me lo aspetto non solo da loro ma anche dai tanti parlamentari del mio Partito verso i quali ho già avviato sollecitazioni in tal senso. Mi aspetto che, oltre che a invitare il governo a darsi una mossa, il Parlamento metta in atto iniziative che trasformino alcuni pareri scientifici comparsi su riviste specialistiche, in risoluzioni condivise innanzitutto dall’Istituto Superiore di Sanità, ma ovviamente anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questi si sarebbero dei passi concreti verso una migliore legislazione.Ricordo che il tanto citato Stato della California non ha ancora concluso l’iter di modifica, e che in ogni caso parrebbe individuare in 10 microgrammi litro il limite auspicabile per il cromo VI.Rinnovo l’invito al Laboratorio Ambiente del Movimento 5stelle a trasmettere tutta la documentazione raccolta sul tema del cromo VI all’Osservatorio Acqua Bene Comune per una valutazione scientifica condivisa con tutti i componenti che rappresentano la città.Riguardo all’interpretazione della attuale normativa a breve l’Osservatorio darà una prima risposta che in ogni caso sarà aperta ad ulteriori contributi.Mi si consenta però una battuta: non vorrei che i parlamentari del Meetup passassero con la medesima leggerezza dalle "analisi fai da te" a  "leggi fai da te" dalle conseguenze ben più gravi. Con la propaganda non si tutela la salute dei cittadini, men che meno di quelli più indifesi come i bambini.Lavoriamo insieme per il bene comune non andando alla caccia di un pugno di voti. Io sono pronto sin dal primo giorno del mio incarico".

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  1. Se non sbaglio il cromo esavalente non è presente in natura. Quindi, tutto quello che circola nelle acque e non solo è sinonimo di assoluta anomalìa portata dall’uomo e dalle sue attività industriali. E questo da decenni a questa parte. Ufficialmente, anche se da poco, considerata sostanza cancerogena, il cromo esavalente non è stato mai oggetto di particolari attenzioni legislative in materia, nè di controlli sistematici nè di soluzioni drastiche per eliminarne la presenza. Questo forse sfugge alla discussione: va eliminato. E tutto quanto ruota attorno a pesi, analisi, "limiti auspucabili", misurazioni parziali, concentrazioni più o meno pericolose è comunque ben poca cosa. Una "legge fai da te", come la chiama il buon Gnàro de Mompià Fondra ironizzando sul non ironizzabile, sarebbe comunque sempre meglio che non fare assolutamente nulla, cioè esattamnete quello che si è fatto fino ad oggi sul tema specifico. Altro che propaganda.

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