Centropadane, Legambiente: il default diventa una possibilità concreta

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"Centropadane rischia il default proprio per aver realizzato la corda molle, messa nel pacchetto gonfiato degli investimenti solo per assicurarsi il rinnovo della concessione dell’A21 Brescia-Piacenza, scaduta da tre anni". Così Dario Balotta critica la gestione della corda molle che interessa anche la provincia bresciana.

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

Mentre gli azionisti pubblici, come gli enti locali piacentini, fuggono svendendo le quote, la salvezza della concessionaria dipende dalla causa intentata al tribunale civile di Roma contro lo Stato, con udienza mercoledì 21, per ottenere il risarcimento degli investimenti della Ospitaletto (A4), Brescia Sud (A21) Montichiari (aeroporto fantasma). Su questa corda molle la capacità di traffico è di 80mila veicoli al giorno: ne transitano però solo 4.500. Fuori controllo i costi di gestione della concessionaria, che poi dovrà sostenere le scadenze di ottobre, quando dovrà pagare i debiti di 70 milioni alle banche, ma anche a un azionista di minoranza della stessa Centropadane: Gavio, socio all’11% che ha fatto un prestito a se stesso di 14 milioni. La gallina dalle uova d’oro ha esaurito i vantaggi del monopolio pubblico, succhiata per motivi clientelari fino al punto di essere oberata dai debiti e scarnificata a fini consociativi da un management autoreferenziale. Già una volta il mercato ha bocciato Centropadane mandando deserta la vendita del 55% delle azioni del Comune di Brescia alla prima asta. E martedì 20 saranno aperte le buste della seconda asta, se ci saranno. Adesso il default diventa una possibilità concreta visto che la concessionaria e’ costretta a prorogare costosi finanziamenti per pagare i prestiti con altri prestiti mettendo a nudo gli errori strategici della società. 

 

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