Cooperazione internazionale, Belardi (Ordine Ingegneri): Brescia ha creato un ponte coi Paesi del Mediterraneo

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“La chiave di lettura è il Mediterraneo e le popolazioni che si affacciano sulle sue sponde. Lavoro, prospettive, potenzialità di sviluppo sono qualcosa più di una possibilità. Ed è per questo che l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Brescia, per primo in Italia, ha ‘aperto’ a una solida relationship con gli omologhi e i colleghi d’Albania, Palestina, Marocco, Tunisia e Algeria”.

 

Un primo “ponte” tra professionisti, sottolineano il presidente dell’Ordine bresciano, ing. Marco Belardi e il collega ing. Gianmaria Piola, responsabile del progetto d’internazionalizzazione. “Un progetto già attivo che può condurre lontano e aiutare, concretamente, i giovani ingegneri: non solo italiani, ma dell’intera area mediterranea”.

Cooperazione, scambio, reti di collegamento tra ingegneri che operano sui mercati esteri e sviluppo sono i temi focali, maturati a margine della Conferenza di tutte le Organizzazioni di ingegneri dell’area del Mediterraneo, organizzata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Consulta Regionale degli Ordini degli Ingegneri di Puglia, l’8, 9 e 10 maggio a Lecce. L’iniziativa ha ottenuto il prestigioso patronato e la cooperazione di World Federation of Engineers Organizations ed il consenso di tutte le Associazioni Internazionali di Ingegneri dell’area: Claiu-Eu (Council Associations Long Cycle Engineers), Ecce (European Council of Civil Engineers), Ecec (European Council of Engineering Chambers), Fae (Federation of Arab Engineers) e Feani (European Federation of National Engineering Associations).  

In occasione dell’incontro internazionale erano presenti l’ing. Armando Zambrano, presidente Cni e i vertici del Consiglio Nazionale. Ai vari incontri hanno partecipato mr. Marwan Abdelhamid, presidente World Federation Engineering Organizations (W.F.E.O.), il dr. Adel Al Hadithi, segretario generale di Arab Engineers Federation (F.A.E.), il prof. Leo Vincent, presidente Réseau Méditerranéen des Ecoles d’Ingénieurs (R.M.E.I.).

“L’obiettivo della conferenza – hanno ribadito il presidente Belardi e l’ing. Piola – è la crescita della cooperazione, per sviluppare nel migliore dei modi e salvaguardare l’area mediterranea. Non a caso, durante i lavori, è stata redatta una comune Dichiarazione d’intenti e condiviso l’avvio di importanti tavoli tecnici”. Le opportunità non mancheranno, ribadiscono i responsabili bresciani.

Intanto, sotto la supervisione del presidente Wfeo, Marwan Abdelhamid, che ha lodato azione e volontà italiana, sono già stati siglati dei protocolli d’intesa. I primi documenti portano la firma dell’ing Kaba Faruk, per l’Albania e dell’ing. Nagi Elayyan, palestinese e General Manager di Engineers Association di Gerusalemme.

Inoltre sono state avviate relazioni e intese con il presidente nazionale degli Ingegneri del Marocco, ing. Badia Aarab, “che ha manifestato ampia disponibilità a cooperare – aggiunge l’ing. Piola – e presto siglerà anche un agreement per avviare le relazioni con il suo Paese, in grande espansione”. E sono state raggiunte anche intese con la Tunisia, grazie all’interesse del vicepresidente degli Ingegneri Faycal Rekihis, “che è pronto a ricevere le delegazioni di colleghi italiani a Tunisi per sviluppare azioni di sviluppo cooperativo” e con l’Algeria: “Il segretario generale dell’Unione Nazionale des Scientifiques et Technologies Algeriens, ing. Abdelkader Reguig, ha confermato che abbiamo opportunità comuni da attuare. Nel campo dei restauri, ad esempio, o dell’edilizia e delle infrastrutture. I rapporti potranno essere avviati presto”.

“L’internazionalizzazione – concludono Belardi e Piola – è oggi fondamentale per avviare un ulteriore processo di sviluppo e attività professionale degli ingegneri. E questa conferenza internazionale ci ha permesso di comprendere a fondo che si può crescere, andare avanti, ma proprio in cooperazione con quei Paesi che credono nello scambio reciproco di conoscenze, esperienze, competenze. Si tratta di sviluppare progetti comuni e attuare programmi di ampio respiro. L’Ordine degli Ingegneri di Brescia, è la certezza condivisa, con accordi di questo genere, si pone di fronte a nuove prospettive: un percorso che ovviamente dovrà essere perfezionato, ma può solo portare risultati positivi”.

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