Piccoli inventori crescono, alla Cattolica c’è “Eureka!Funziona!”

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Mercoledì 28 maggio, nell’aula magna Tovini, a partire dalle ore 9.00 una giuria di esperti selezionerà gli oggetti creati dai piccoli inventori delle scuole primarie. Seguirà alle ore 11.30, la premiazione dei vincitori.

Il Settore Education dell’Associazione Industriale bresciana ha proposto alle Scuole Primarie della provincia di Brescia il progetto "Eureka! Funziona!", promosso a livello nazionale da Federmeccanica e patrocinato dal MIUR. Il progetto, rivolto alle 3^, 4^ e 5^ classi, propone un’esperienza di creatività e conoscenza, di sperimentazione, scoperta e autoapprendimento, portando gli allievi a utilizzare in modo creativo alcune delle conoscenze acquisite in ambito disciplinare.

Le scuole che hanno aderito al progetto sono state 14 di cui solo 9 hanno potuto partecipare. Imparare inventando e lavorando in gruppo, trasformare una serie di oggetti in un giocattolo mobile. Il progetto Eureka! Funziona!, intende stimolare l’ingegno e sviluppare le competenze interdisciplinari di migliaia di bambini al terzo, quarto e quinto anno della scuola elementare.

Il progetto è stato proposto anche nelle Associazioni Industriali e Confindustrie di Ancona, Bergamo, Lecco, Milano, Monza, Padova, Pesaro, Reggio Emilia, Perugia, Roma (con Viterbo), Torino e Vicenza. Ispirato a un’esperienza partita nel 2003 in Finlandia, Eureka! Funziona!, al secondo anno di sperimentazione in Italia, ha visto la partecipazione di oltre 8000 bambini. Nel corso dell’anno scolastico le classi hanno ricevuto kit con vari oggetti come motore a molla, ingranaggio di plastica, elastici, fili in metallo, dischi di cartone, asticelle di legno, pannelli polionda da cui, gruppi di 4/5 bambini, hanno ideato e realizzato un giocattolo. Ogni bambino ha avuto un ruolo preciso nel team: chi è stato disegnatore tecnico, chi si è occupato del diario di bordo per raccontare le varie fasi di lavoro, chi ha costruito materialmente l’oggetto e chi ha ideato una campagna pubblicitaria. Creatività in libertà. Le uniche due regole: prevedere la mobilità del giocattolo che deve quindi poter ruotare, aprirsi o alzarsi e vietato farsi aiutare dagli insegnanti.

AIB ha scelto di partecipare anche quest’anno al progetto perché ritiene importante partire già dai primi anni di vita scolastica con attività di orientamento al “fare” per aiutare i bambini ma anche gli adulti, a capire che è nel fare e nell’usare i materiali che si modifica e si costruisce il pensiero.

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