Licenziato a 61anni aggredisce con un coltello il collega

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Quando gli hanno comunicato, a 61anni, che era stato licenziato, a soli due anni dalla pensione, non ci ha visto più ed è tornato in azienda per aggredire il suo caporeparto, un maghrebino di 53 anni.

L’uomo, che i carabinieri raccontano sia stato licenziato anche a causa di alcuni comportamenti violenti nei confronti dei colleghi, si era portato da casa un coltello con il quale ha minacciato e tentato di colpire il capo officina.

Per fortuna la vittima è riuscita a divincolarsi e chiedere aiuto agli altri colleghi che hanno fermato il 61enne di Trenzano fino all’arrivo dei carabinieri. Perquisito, i militari gli hanno trovato addosso anche un altro coltellino, subito sequestrato. L’uomo, nonostante abbia dimostrato di essersi pentito del gesto violento è stato arrestato, processato per direttissima e condannato a nove mesi, con pena sospesa.

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  1. il solito padano che aggredisce un extracomunitario…. se le parti fossero invertite sentiremmo i latrati delle iene…

  2. Non fare il finto tonto. In questa notizia il criminale é italiano e la vittima magrebbina. Non si registra nemmeno un commento rabbioso scomposto contro l’accoltellatore, verso il quale, anzi, si può provare (io lo provo) anche una certa comprensione perché é stato licenziato all’età di 61 anni. Ma se l’accoltellatore fosse stato magrebbino e la vittima italiana? Non saremmo certo io e te da soli a scrivere queste righe, ma verremmo travolti dalla canea xenofoba che invece in questo caso tace, solidale in cuor suo con l’accoltellatore (e non perché licenziato, ma proprio perché ha accoltellato un magrebbino).

  3. Razzismo è continuare a distinguere le razze. Io vedo solo una persona che ha aggredito un altra perché disperata dal fatto che gli mancassero due anni alla pensione, ciò non toglie le sue colpe. Da capire è perché è stato licenziato, se è vero che aveva degli atteggiamenti violenti allora sia che ne manchino 20 o 2 alla pensione è stato giusto.

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