Gradini del Teatro Grande: divieto di bivacco ignorato

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Nonostante due targhe d’ottone ai lati della scala invitino espressamente la gente a non sostare sui gradini del Teatro Grande di corso Zanardelli, i ragazzi non smettono di trasgredire. Specie nelle belle giornate primaverili quando il corso si riempie di gente. Loro, lattine di birra alla mano, si mettono lì e, per nulla intimoriti dal divieto, se la prendono comoda.

Nessuno dice loro niente, quasi fosse diventata ormai una trasgressione accettata.

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  1. Questa cosa la si può notare ogni volta che si passa… Possibile che i vigili urbani non vedano? E’ intollerabile!!!!!

  2. Tante leggi e norme ma nessun controllo e nessuna sanzione. Questo sistema prettamente italiano abitua la popolazione al chi-se-ne-frega perché da una parte tedia con lacci e lacciuoli, dall’altra mostra come infrangere le regole sia permesso sempre e a tutti. Così il senso civico si livella verso il basso, raggiungendo il peggior subumano in circolazione, quello che sputa per terra, lascia sporco dove capita, importuna le ragazze, schiamazza a tarda ora, si ubriaca, attacca briga per divertimento. Se non lo si ferma, tutti capiscono che si può fare, e se lui si prende certe libertà, perché gli altri non dovrebbero farlo?
    Etica? Senso civico? Certo, ma non è mica da tutti. Per la maggioranza delle persone fa più la minaccia dell’etica. Ma se la minaccia evidentemente non esiste e l’etica personale vacilla, ecco che il degrado ha il sopravvento.
    In definitiva, se non sono in grado di controllare, reprimere e punire, allora non mettano divieti, altrimenti abituano soltanto la gente a fregarsene delle regole.

  3. Cioè…ma stiamo qui veramente a parlare di quelli che siedono sulle scale del grande come fossero dei criminali? Sono d’accordo con le multe per chi sporca, ma da quando io ho memoria ci sono sempre stati ragazzi seduti sulle scale del grande, quando il teatro è chiuso non ci vedo niente di male, è da sempre un luogo di ritrovo e due targhette di divieto non credo cambieranno le cose. Ma poi da così fastidio vedere dei ragazzi che si bevono una birra sulle scale del grande in una giornata primaverile?

  4. Non vedo nessuno che scrive di loro che siano dei "criminali". Sicuramente starebbero anche più comodi se si sedessero sulle vicine panchine posizionate lungo il Corso; certo, stare seduti sulle panchine non sarebbe così "trasgressivo" quindi forse non sono interessati…

  5. Non serve la "Celere". Basta che i vigili che passano di lì dieci volte al giorno, si limitino a dire a chi è seduto sui gradini del teatro che lì non si può stare; spiegando anche che ci sono molti posti, pure più comodi, lì vicino…

  6. Mi associo al commento sottostante e aggiungo che vietare il "bivacco" su dei gradini posti in luogo pubblico rende l’ idea di come si stia portando tutto all’ esasperazione della ricerca di un ordine ed una perfezione asettici. Senza contare che questo è il prodotto di una società dove contano l’ apparenza ed il decoro più che la sostanza e la semplicità. Se si arriva al punto di criminalizzare un gesto semplice ed innocuo com’ è lo stare seduti su dei gradoni chiacchierando e sorseggiando una birra ho paura che si sia giunti ad una deriva preoccupante!

  7. Mi sembra che nessuno "criminalizzi". E’ solo questione di buona educazione, basta sedersi sulle vicine panchine come facciamo tutti. La "deriva" è quella che vorrebbe far considerare "libertà" quello che semplicemente è maleducazione.

  8. Opinabile, come lo è il concetto di educazione e maleducazione. La maleducazione a mio parere è strettamente connessa alla mancanza di rispetto verso gli altri. Non vedo come stare seduti su un gradino possa mancare di rispetto ad alcuno. Qualcuno ha detto che la mia libertà finisce nel momento in cui inizia ad invadere la tua. Sedersi su una scalinata può invadere la libertà altrui solo nel caso in cui qualcuno impedisca il passaggio ad un altro. A quel punto posso essere d’ accordo con te, ma non mi pare il caso in questione dato che solitamente i ragazzi si siedono sulle scale del Grande a teatro chiuso quando il passaggio è quindi limitato piuttosto che nullo.

  9. La maleducazione è disattendere un divieto. Divieto messo da chi, con voto democratico, abbiamo delegato a rappresentarci. La maggioranza non è più d’accordo con quel divieto? Lo si modifichi. Finchè c’è, lo si rispetta. Altrimenti troverà mille persone che troveranno mille ragioni per passare con il rosso ("non passava nessuno…"), per parcheggiare nel posto dei disabili ("cinque minuti…") etc. Se poi sul Corso non ci fossero le panchine, capirei che potrebbe esserci un motivo (non una giustificazione). Ma le panchine ci sono, quindi…

  10. Vi sfido a vedere ragazzi che bivaccano con lattina di birra in mano davanti al Teatro alla Scala di Milano, al S.Carlo di Napoli, al Verdi di Trieste, al Bellini di Catania o al Teatro dell’Opera di Roma. Tutti teatri nel centro delle rispettive città, ma che evidentemente non sono luoghi qualsiasi bensì, magari nel loro piccolo, dei veri e propri monumenti cittadini ai quali vanno rispetto e decoro anche esterni. In quelle città, la Polizia Locale o le forze dell’ordine non ci metterebbero dieci secondi ad allontanare i giovanotti cazzeggianti con le lattine di birra di mano. Ma siamo a Brescia e il Teatro Grande evidentemente non dice nè rappresenta più nulla. Da ragazzi si sognava di salire quei gradini, noi che invece ci "accomodavamo" in loggione magari per sentire nientemeno che Del Monaco o Benedetti Michelangeli e avevamo una sola camicia e un solo maglione nell’armadio. Ma tant’è: non ci meravigliamo più di nulla, ormai, men che meno di maleducati e trasgressori che soprattutto non hanno mai preso calci in culo dai loro genitori.

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