Hell’s Kitchen: “la vincitrice è Francesca?”. Polemiche per la foto sul web

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E’ bastata una fotografia postata dal maestro pasticcere Iginio Massari con Francesca di Hell’s Kitchen in compagnia degli chef Bruno Barbieri e Stefano Cerveni per scatenare il pandemonio. Tanti i fan del programma condotto dallo chef Carlo Cracco, di cui Iginio Massari è grande amico, che hanno pensato che Francesca potesse essere la vincitrice del fortunato programma in onda su SkyUno. Del resto l’aiuto cuoco di Chiari è rimasta tra i finalisti del programma e sono tanti a credere che sarà lei la vincitrice del format televisivo dedicato agli apprendisti chef della ristorazione italiana.

Ma niente paura, dopo il misunderstanding è stato lo stesso Iginio a chiarire: ”Premesso che ho preso questa foto da Twitter in quanto sono stato menzionato e premesso che sono quasi sempre via per lavoro (quindi ho poco tempo x guardare la tv) vi invito a non pensare sempre male . Grazie”. Anche la stessa Francesca commenta: “ Vorrei aggiungere a quello che ha scritto il maestro, che mi trovavo li non come “Francesca di Hell’s kitchen” e non per merito del programma, ma ho avuto la fortuna di partecipare a questa serata come Francesca aiuto cuoco a fianco di Stefano Cerveni. Dunque questa foto non rivela niente del programma”. Se lo dicono loro. A noi non resta che guardare la finale, in onda tra un paio di settimane, per scoprire la verità.

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  1. Hell’s Kitchen ? Una delle tante trasmissioni "pilotate" dall’inizio alla fine che però fanno audience alla grande. Una specie di "Grande Fratello" tra i fornelli taroccato da business game. L’unico grande, Gualtiero Marchesi, avrebbe chiesto ai partecipanti: "ma il brodo lo sapete fare ?" seminando il panico, ovviamente…

  2. Maggini era davvero un liutaio bresciano, brixiensis appunto, anzi il numero uno in assoluto della non longeva, ma assai pregevole scuola bresciana che come capostipite vantava Gasparò da Salò (Bertolotti il cognome vero). Non firmava però gli strumenti come "Magginus Brixiensis". Diversamnete da Stradivari, l’Antonio cremonese numero uno della storia della liuteria, che vissuto fino a novant’anni orogliosamente e legittimamente firmava i suoi pezzi unici: "Antonius Stradivarius Cremonensis faciebat…" cui seguiva autografato in calce l’anno di realizzazione dello strumento. E’ simpatica l’ironia di Magginus quanto la provocazione dello Stradivarius brixiensis, tanto improbabile quanto certamente pensata. In quanto a Gualtiero Marchesi, non solo perchè Cracco fu suo allievo prendendo fior di cazziatoni, ma soprattutto perchè il prestigio internazionale della cucina italiana a lui tutto deve da sempre, prima e durante (speriamo ache poi), è sicuramente lo Stradivari nazionale della cucina E speriamo di vederlo all’opera ben oltre i novant’anni del liutaio cremonese…

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