Inceneritore, “black out” dei dati durante la fumata nera

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Quale sia la portata dell’emissione di diossine fuoriuscite dal camino dell’inceneritore durante l’incidente del 27 aprile scorso è impossibile stabilirlo. Il motivo? Dal 6 aprile il campionatore automatico dei fumi installato sulla linea 3 del termoutilizzatore ha smesso di funzionare e per tutto il mese di aprile è impossibile ottenere dati sulle emissioni.

A stabilirlo è stata l’arpa che nei giorni scorsi ha stilato una relazione dopo aver controllato il funzionamento dell’impianto di via Codignole. “Un fatto grave che non si siano accorti per un mese del mancato funzionamento del campionamento – tuona la direttrice dell’Arpa di Brescia, Maria Luisa Pastore al Corsera di Brescia – . Un fatto grave visto che si tratta del più importante impianto in Italia”.

Da parte sua A2A ha inviato all’Arpa una giustificazione che la scagiona da eventuali responsabilità, vale a dire la dichiarazione da parte del costruttore dello strumento di campionamento in continuo nel quale si evidenzia il malfunzionamento della memoria interna del sistema, anche se specificano “il malfunzionamento della memoria interna non ha comportato nessuna variazione nel funzionamento del sistema Decs che ha continuato comunque a campionare”.

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  1. Così come "spariscono" le immagini del massacro a forza di botte di un ragazzo e, giustamente, gli agenti di polizia accusati finiscono assolti per insufficienza di prove (do you remember Paolo Scaroni?), può tempestivamente guastarsi anche un campionatore proprio quando l’inceneritore sparge più veleni del solito, sia mai che si possano individuare delle responsabilità precise…

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