Mortalità infantile, a Brescia rischio doppio per gli stranieri

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Nel bresciano il tasso di mortalità infantile degli stranieri supera quello degli italiani, anzi lo doppia. Tra il primo e il diciannovesimo anno di vita infatti le prime cause di morte sono gli incidenti stradali e i tumori. Tumori che pur avendo subito una battuta d’arresto rispetto a vent’anni fa continuano a salire se consideriamo la fascia dei bambini sotto l’anno di vita.

Questi i principali dati che escono dalla relazione sulla mortalità (2000-2012) presentati dall’Asl di Brescia e sull’incidenza dei tumori e la sopravvivenza nei bimbi e negli adolescenti (1999-2012).

In generale lo studio dimostra che le medie bresciane non si discostano molto da quelle nazionali eccezione fatta per la mortalità delle femmine bresciane, inferiore del 40 per cento e la differenza tra tasso di mortalità infantile, tra gli 0 e i 12 anni, tra bambini italiani e stranieri.

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  1. A: le femmine bresciane muoiono il 40% in meno della media? Ma quelle indigene o in generale?
    B: l’articolo è scritto malissimo….o i dati vengono messi tutti oppure si fa a meno.
    C: ad occhio di stranieri coloured ce ne sono moltissimi, pertanto l’articolo è sballato

  2. A Brescia il tasso di mortalità infantile degli stranieri è più del doppio di quello degli italiani. Gli incidenti stradali e i tumori sono le prime cause di morte tra il primo e il diciannovesimo anno di vita. I tumori stanno registrando una battuta d’arresto rispetto a vent’anni fa fatta eccezione però per i tumori che colpiscono i bambini sotto l’anno di vita. Questa l’estrema sintesi dello studio presentato dall’Asl di Brescia sulla mortalità generale (2000-2012), l’incidenza di tumori e sopravvivenza nei bambini e negli adolescenti (1999-2012) all’interno del territorio di competenza. Nell’insieme ogni fenomeno analizzato corrisponde alla media italiana salvo la minore mortalità per trauma delle femmine bresciane (-40 per cento) e la maggiore differenza tra il tasso di mortalità infantile (0-12 mesi) tra bimbi stranieri e italiani.

    Evidente il divario tra stranieri e italiani

    Il divario tra stranieri e italiani è evidente: 2,56 casi ogni mille abitanti per gli italiani contro i 5,82 casi ogni mille per gli stranieri. I decessi entro il primo anno di età a Brescia sono causati principalmente da condizioni che hanno origine nel periodo prenatale, malformazioni congenite e anormalità cromosomiche. I dati sui tassi di mortalità a causa di traumi e malattie infettive sono 5/6 volte più elevati per gli stranieri rispetto agli italiani. Una situazione che si rispecchia anche andando ad analizzare la fascia d’età 1-19 anni. Anche qui gli stranieri hanno tassi di mortalità maggiori. Tra il primo e il diciannovesimo anno di vita si muore soprattutto per incidenti stradali (42,2 per cento). In particolare a pesare molto in questa casistica sono gli adolescenti tra i 15 e i 19 anni. Il 18,9 per cento dei decessi invece è da attribuire a patologie tumorali, in primis leucemie e linfomi.

    Le leucemie i tumori più frequenti

    Il quadro generale della mortalità nella fascia 1-19 è in diminuzione in particolare per il forte calo degli incidenti stradali. Per quanto riguarda invece l’incidenza dei tumori maligni nella fascia d’eta 0-19 (565 casi totali) si è notata una prevalenza dei casi tra 0-14 anni (65,7 per cento) mentre le tipologie di tumore più frequenti sono le leucemie (22,5 per cento e più frequenti tra 1-9 anni), i linfomi (20,4 per cento e più frequenti tra 10-19 anni) con prevalenza dei linfomi di Hodgkin e i tumori del sistema nervoso centrale (13,1 per cento). Buone notizie circa la sopravvivenza a 5 anni: tra il 1999 e il 2012 l’81 per cento dei bambini e degli adolescenti (453) con tumore è sopravvissuto, il 19 per cento è deceduto. Sui tumori infantili lo studio dell’Asl di Brescia parla di un trend d’incidenza tumorale in diminuzione dopo che tra gli anni ‘70 e ‘90 c’era stato un aumento. Diminuiscono i tumori nei bambini tra 1-19 anni ma sono in aumento quelli che colpiscono gli infanti da 0 a 12 mesi. «L’analisi presentata – ha concluso Carmelo Scarcella, direttore dell’Asl di Brescia – rappresenta un punto di partenza per ulteriori approfondimenti. L’Asl intende verificare se nel periodo analizzato ci sono stati fenomeni anomali come la comparsa di cluster cioè diversi casi di uno specifico tumore in un determinato territorio in un lasso di tempo breve». Rispetto al tema molto sentito a Brescia dell’eventuale collegamento tra fattori ambientali e sviluppo dei tumori per l’Asl non ci sarebbe un’evidenza in tal senso. «Non sempre però – ha spiegato Michele Magoni, responsabile osservatorio epidemiologico Asl – il non trovare una cosa significa che non ci sia».

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