Cromo esavalente in città, l’assessore Fondra ammette: situazione preoccupante

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Dati certi, sui quali si possono finalmente fare ragionamenti seri: sono quelli presentati ieri dall’Osservatorio “Acqua Bene Comune”, che contestualmente ha pubblicato un report sull’elaborazione statistica delle concentrazioni di cromo esavalente nella rete dell’acquedotto di Brescia.

La situazione non è allarmante, ma il quadro generale non è per nulla rassicurante. E’ lo stesso assessore all’Ambiente del Comune, Gianluigi Fondra, ad usare la parola "preoccupante" riferendosi ai dati diffusi dall’Osservatorio sulla base delle rilevazioni di A2A ed Asl. 26 i punti di controllo dove sono state effettuate mensilmente le analisi per A2A, per un totale di 672 campionamenti. 27 invece i pozzi monitorati dall’As, per un totale di 331 campionamenti. I risultati riscontrati sono simili, ed evidenziano le concentrazioni maggiori di cromo esavalente (quello pericoloso per la salute) nella circoscrizione Nord con le rilevazioni effettuate nel pozzo di via Veneto che presentano il valore medio più alto dell’intera città, 16 µg/l. Di poco inferiori le analisi del pozzo di via Milano con 14 µg/l, e di quello di piazza Loggia con valori medi tra i 10 e gli 11,5 microgrammi per litro a seconda delle rilevazioni effettuate da A2A e da Asl. Nelle circoscrizioni Est, Ovest e Sud i valori medi registrati sono inferiori. Importante ricordare che il limite di 50 microgrammi per litro di cromo espresso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, rispettato dalle rilevazioni cittadine, tiene conto del cromo totale e non solo di quello esavalente, quello maggiormente pericoloso per la salute umana, soprattutto per i bambini e le donne in gravidanza.

L’assessore Fondra nel commentare i dati (il report completo e la guida per la lettura dei dati sono accessibili a partire da questa pagina) ha evidenziato quanto sia importante proseguire nel lavoro di monitoraggio, che ha senso solo continuo. Una delle possibili cause delle elevate concentrazioni di cromo esavalente è da ricercare, secondo Fondra, nella mancanza di un depuratore per le acque che arrivano dalla Valtrompia.
(a.c.)

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  1. Finalmente la verità! Dopo smentite e minimizzazioni con addirittura inviti alla popolazione a consumare l’acqua dell’ acquedotto cittadino il comune di Brescia ammette che la situazione è preoccupante e che il cromo esavalente, notoriamente prodotto di scarto delle lavorazioni nelle industrie metallurgiche oltrechè di inceneritori di rifiuti , è presente in modo preoccupante nella falda bresciana, in particolar modo nella zona nord, oggetto in passato di controlli estemporanei da parte di privati con esito positivo. Bene, siamo lieti di sapere che il comune è corso subito ai ripari: come? Annunciando la prossima apertura di un’ ulteriore acciaieria. Dove? In località Casazza che se non sbaglio si trova nella zona nord della città. Ottima mossa siamo sulla strada giusta. E comunque il Brescia calcio è salvo e Corioni è fuori quindi i bresciani sono contenti comunque.

  2. La propaganda di chi si ragiona solo per tesi precostituite la si contrasta solo con dati e fatti concreti. La mia preoccupazione è riferita solo alla lentezza con la quale non si concretizza il depuratore di Valtrompia. Qui le responsabilità di chi ha amministrato nel passato sono evidenti a tutti coloro che hanno un briciolo di memoria.
    In ogni caso per chi vuole seriamente approfondire l’Osservatorio Acqua Bene Comune ha pubblicato una statistica sulla presenza di cromo VI nell’acqua di Brescia sui dati ASL accompagnata da FAQ condivise da tutti i componenti dell’Osservatorio.
    Si attendono osservazioni e contributi dai cittadini alla mail dedicata sul sito del Comune di Brescia.

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