Ortoteatro presenta Il cuoco prigioniero ovvero Totò Sapore e l’invenzione della pizza

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Teatro, natura, estate, famiglie: queste le quattro parole chiave tradizionali del Festival, che un pubblico in costante crescita ha imparato ad apprezzare. Focus di quest’anno: alcuni spettacoli che mettono a tema il cibo, in maniera divertente e “a portata di bambino”: una vera e propria sezione da noi denominata “Aspettando Expo”.

Lo spettacolo di domani sera, martedì 15 luglio, si terrà a Erbusco presso l’Arena del Parco Comunale dove Ortoteatro alle 21:15 presenterà “Il cuoco prigioniero”.

Nella città di Napoli, moltissimi anni fa,
ai tempi in cui regnava il Re Borbone,
viveva un uomo d’alta qualità
che si chiamava Antonio Gimbellone.
Ma siccome era un cuoco eccezionale:
un cuoco che tra tutti era il migliore,
gli avevan dato un nome un po’ speciale:
lo chiamavan Totò: Totò Sapore.
Una bellissima storia ideata da Roberto Piumini.
Si racconta che a Napoli nell’ottocento, ai tempi del Re Borbone, l’unica parola sulla bocca della gente era "fame", perché chi non era ricco e nobile in tasca aveva poco più di niente.
Totò Sapore, cuoco amico della povera gente, cucinava per tutti con arte e inventiva: trasformava il pane fritto in buon arrosto e i polli magri in gran pernici.
Con due portate faceva un pranzo, con due cipolle un gran cenone, con un piccione faceva un manzo, con acqua e zucchero un buon torrone.
Finché il Re di Napoli non lo rinchiude in prigione a cucinare per lui e per la sua corte.
Totò potrà tornare in libertà solo vincendo una scommessa: dovrà inventare un piatto "dei colori della terra e del mare… caldo come inferno e profumato come paradiso".
Lo spettacolo è arricchito da alcune fra le più belle canzoni partenopee, dalla musica dal vivo e dalle immagini.

Il canto delle cicale
Festival di teatro ragazzi e giovani di Sebino e Franciacorta
XV edizione

Direzione Artistica Teatro Telaio
www.cantodellecicale.it

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