Energia e Europa, Green italia: Brescia sta perdendo un’occasione per ricevere fondi

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Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri – lunedì 14 luglio – Green Italia – Verdi Europei ha parlato dell’importanza dei PAES e della possibilità che dotarsi di uno strumendo del genere può rappresentare per un città come Brescia. All’incontro erano presenti Monica Frassoni, co-presidente Verdi Europei, Michela Volpe di Green Italia Brescia e Isaac Scaramella di Green Italia – esperto di pianificazione energetica, già presidente di Legambiente Brescia. L’amministrazione Comunale di Brescia ha da ormai quasi due anni aderito al Patto dei Sindaci, per impegnarsi a ridurre entro il 2020 di almeno il 20% le emissioni di CO2.
“In due anni, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale, ancora non è stato fatto il passo iniziale per la riduzione delle emissioni: la redazione di un PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile)” hanno affermato i rappresentanti ambientalisti “ nonostante l’Unione Europea dia tempo alle Amministrazioni Comunali una anno dalla firma del Patto per dotarsi del Piano” Green Italia Verdi Europei ha scelto di parlare di questo argomento dalla cima del Cavalcavia Kennedy, dal quale si possono vedere alcuni elementi fondamentali per la città allo scopo di ridurre di almeno il 20% le emissioni.
“Pensiamo ad esempio al sistema della mobilità rappresentato dalla stazione e dalla fermata della metropolitana che deve diventare sempre più sostenibile e meno centrata sull’auto” continuano gli esponenti di Green Italia “oppure all’importanza del dialogo con le imprese, in una realtà industriale come quella della nostra città, oppure alle enormi potenzialità in termini di efficientamento energetico degli edifici”
Non essersi ancora dotati di un PAES non è solo un problema di carattere ambientale, ma anche una mancata occasione in termini di possibilità di accesso a linee dedicate di finanziamento europeo. Inoltre l’Italia rischia di vedersi sottrarre 1.7 milioni di euro di fondi strutturali per l’efficineza energetica a causa del loro mancato utilizzo, uno spreco anche in termini di rilancio dell’economia oltre che ambientale.
“Brescia deve dotarsi al più presto di un PAES” concludono gli ambientalisti “il 2020 è dietro l’angolo e la città non può arrivarci impreparata. Anche per questo vogliamo coinvolgere l’amministrazione comunale in una iniziativa pubblica, per questo autunno, che permetta di tracciare la strada verso il 2020 e, più a breve termine verso l’importante conferenza sul clima di Parigi 2015”.

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