Risoluzione Agfa di Manerbio: salvi 35 dipendenti. Girelli (Pd): bene, ma rammarico per gli altri 80

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Il destino di Afga, la multinazionale belga che produce lastre fotografiche, giunge ad una svolta decisiva.

L’importante accordo siglato ieri a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico è stato illustrato questa mattina in una conferenza stampa a Palazzo Pirelli, organizzata dalla Commissione Attività produttive del Consiglio regionale.

Tra i relatori Hrand Aladyan, l’amministratore della Polis Srl azienda che rileverà il sito di Manerbio, il quale ha annunciato la soluzione che scriverà la conclusione della vicenda Agfa.

L’accordo raggiunto, siglato ieri fra Ministero dello sviluppo economico, Comune di Manerbio, Regione Lombardia, sindacati e vertici aziendali, consentirà il salvataggio di 35 lavoratori, a un anno dall’inizio della vertenza.

Entro il mese di novembre il 50% dei dipendenti in esubero verrà riassorbito presso l’azienda chimica Polis, che scommetterà sui locali dell’ormai ex-Agfa. Il restante 50%, invece, sarà ricollocato all’interno di una nuova attività produttiva, che prenderà corpo entro i prossimi due anni.

“Non possiamo che esprimere soddisfazione per l’ottimo lavoro di squadra prodotto da sindacati, Istituzioni e mondo imprenditoriale, ma rimane il rammarico per un accordo concluso forse troppo tardi, quando altri 80 dipendenti del sito bresciano avevano già accettato il licenziamento con buonuscita” hanno affermato i consiglieri regionali del Pd Gian Antonio Girelli e Mario Barboni, a margine della conferenza.

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